OpenAI ha ufficialmente concluso un’operazione di riacquisto di azioni proprie (buyback) del valore di circa 7 miliardi di dollari, permettendo a dipendenti attuali ed ex dipendenti di liquidare parte delle loro quote. La mossa, condotta impiegando direttamente le riserve di cassa della società piuttosto che ricorrere a capitali di investitori esterni, ha permesso al colosso dell’intelligenza artificiale di mantenere invariata la sua colossale valutazione di 852 miliardi di dollari, la medesima fissata lo scorso marzo.
Questo evento di liquidità, pur gratificando il personale, nasconde tuttavia una realtà strategica ben più complessa: la tanto attesa Offerta Pubblica Iniziale (IPO) di OpenAI potrebbe non essere così imminente come il mercato si aspettava.
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