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Crollo SanDisk a Wall Street: trimestrale record, ma le previsioni deludenti sull’AI affondano il titolo

Ago 6, 2026 | Aziende

La seduta di borsa del 5 e 6 agosto 2026 ha segnato una brusca frenata per SanDisk (Nasdaq: SNDK), uno dei protagonisti assoluti del rally tecnologico legato all’intelligenza artificiale. Nonostante l’azienda abbia pubblicato risultati finanziari storici per il quarto trimestre fiscale 2026, il titolo è crollato del 5,4% nella sessione regolare per poi perdere un ulteriore 9% nelle contrattazioni after-hours.

I numeri del trimestre conclusosi a luglio raccontano di un’azienda in forte espansione, trainata dalla massiccia costruzione di infrastrutture per l’IA. SanDisk ha registrato ricavi per 8,97 miliardi di dollari, segnando un balzo del 372% su base annua e superando agilmente le stime degli analisti, ferme a circa 8,42-8,48 miliardi. Il vero motore è stato il segmento datacenter, che ha raddoppiato i ricavi su base sequenziale raggiungendo i 2,98 miliardi di dollari, un’incredibile crescita del 1.298% su base annua. L’utile netto per azione (EPS) non-GAAP si è attestato a 39,25 dollari, stracciando i 33,28-34,96 dollari attesi dal mercato. Anche la redditività ha sorpreso, con un margine lordo non-GAAP volato all’84,6%.

Tuttavia, Wall Street non perdona la minima incertezza sulle prospettive future. A innescare le vendite è stata la cautela della guidance per il primo trimestre dell’anno fiscale 2027. SanDisk stima ricavi compresi tra i 10,3 e i 10,8 miliardi di dollari; un range il cui punto medio (10,55 miliardi) si posiziona al di sotto del consensus di 10,8 miliardi e molto lontano dai numeri non ufficiali più ottimistici che puntavano a oltre 11 miliardi.

A pesare fortemente sul sentiment degli investitori è stato anche il vistoso rallentamento del settore consumer, i cui ricavi sono crollati del 32% su base sequenziale a 556 milioni di dollari, mancando nettamente le stime di 874 milioni. Durante la chiamata con gli investitori, il CEO David Goeckeler ha avvertito che le spedizioni globali di PC e smartphone dovrebbero subire un calo del 14-16% nel corso dell’anno solare 2026, sollevando seri dubbi sulla tenuta della domanda al di fuori dei grandi data center.

Il tonfo di SanDisk ha innescato un effetto domino sull’intero settore globale delle memorie (NAND e DRAM). Negli Stati Uniti, i titoli dei diretti concorrenti hanno accusato pesanti contraccolpi: Western Digital è crollata di oltre il 12% nonostante avesse appena presentato un’ottima trimestrale, mentre Micron e Seagate hanno registrato flessioni superiori al 4%. L’onda d’urto ha attraversato l’oceano colpendo duramente anche i mercati asiatici, trascinando al ribasso colossi sudcoreani e giapponesi come SK Hynix, Samsung e Kioxia.

Nonostante il management abbia cercato di rassicurare i mercati annunciando un nuovo e imponente piano di riacquisto di azioni proprie (buyback) da 14 miliardi di dollari e confermando la firma di contratti pluriennali garantiti (New Business Models) per ben 93,9 miliardi di dollari di futuri ricavi minimi, il mercato ha lanciato un messaggio chiaro. Nell’era dell’iper-crescita guidata dall’Intelligenza Artificiale, valutazioni azionarie stellari non ammettono imperfezioni: quando le aspettative di crescita superano la realtà dei cicli industriali, la correzione dei prezzi diventa una reazione inevitabile.

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