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- A 96 anni Warren Buffett lascia con effetto immediato la presidenza di Berkshire Hathaway dopo 56 anni: «Father Time vince sempre», ha scritto agli azionisti. Resterà nel board come chairman emeritus.
- La presidenza passa al figlio Howard, 71 anni, da 33 nel consiglio: non guiderà l’operatività — che resta al CEO Greg Abel — ma farà da custode della cultura di Omaha.
- Il mercato reagisce con calma: BRK.B −0,3% venerdì. Intanto sotto Abel la cassa si è rimessa in moto: 10 miliardi su Alphabet e 8,5 miliardi per Taylor Morrison.
Analisi 19 settembre 2026

Venerdì sera, mentre Wall Street archiviava una settimana dominata dal primo rialzo dei tassi in tre anni e dalle giravolte del «triple witching», da Omaha è arrivata la notizia che chiude davvero un’epoca: Warren Buffett ha lasciato con effetto immediato la presidenza di Berkshire Hathaway. Aveva assunto la carica nel 1970, cinque anni dopo aver preso il controllo di una malandata azienda tessile del New England. Cinquantasei anni dopo, quella azienda vale circa mille miliardi di dollari e lui, a 96 anni, firma l’ultimo passo indietro di una carriera senza eguali.
L’annuncio è arrivato con lo stile di sempre: poche righe, niente cerimonie, una battuta che vale un testamento. «Father Time vince sempre. Con me, però, è stato generoso», ha scritto Buffett agli azionisti. Resterà nel consiglio come chairman emeritus, un titolo onorifico che sancisce ciò che i mercati avevano già capito da tempo: l’era dell’Oracolo di Omaha non finisce oggi è finita gradualmente, ed è questo il suo capolavoro.
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