L’azienda di intelligenza artificiale Anthropic è in trattative avanzate per acquisire la startup israeliana Decart AI, con un’operazione stimata intorno ai 6 miliardi di dollari. Secondo le indiscrezioni diffuse da Bloomberg il 13 agosto 2026, l’accordo, sebbene ancora in fase preliminare e a rischio di interruzione, rappresenterebbe la più grande acquisizione nella storia della società creatrice di Claude.
Questa potenziale operazione si inserisce in un momento cruciale per Anthropic, che si prepara a un’attesissima Offerta Pubblica Iniziale (IPO) sul listino Nasdaq prevista per il mese di ottobre, forte di una recente valutazione privata di 965 miliardi di dollari raggiunta con il round di serie H. L’azienda sta tuttavia affrontando un massiccio “collo di bottiglia” infrastrutturale: con una crescita dell’utilizzo salita a ritmi 80 volte superiori alle stime iniziali, la domanda per i servizi cloud ha superato la capacità di calcolo fisicamente disponibile.

Invece di limitarsi ad acquistare nuovo hardware per colmare il divario, Anthropic punta sulla tecnologia di Decart per ottimizzare le risorse esistenti. Fondata nel 2023 da ex membri dell’intelligence militare israeliana e valutata circa 4 miliardi di dollari in un round di finanziamenti dello scorso maggio, Decart ha sviluppato un ecosistema software (il Decart Optimization Stack, o DOS) capace di far funzionare i modelli di intelligenza artificiale a velocità circa 8 volte superiori rispetto alla media del settore. Se l’accordo andrà in porto, il team di circa 100 ingegneri di Decart confluirà nella divisione dedicata all’inferenza e alle prestazioni di Anthropic, con l’obiettivo di abbattere drasticamente i costi operativi.
Oltre all’ottimizzazione dell’infrastruttura, Decart porterebbe in dote modelli generativi all’avanguardia. Tra questi spiccano Lucy, un modello capace di modificare video in tempo reale con una latenza inferiore ai 30 millisecondi, e Oasis, un “modello del mondo” (world model) che genera simulazioni interattive per addestrare robot e veicoli autonomi. Queste tecnologie permetterebbero ad Anthropic di espandersi con decisione oltre i modelli linguistici testuali, entrando nel fiorente settore dell’intelligenza artificiale fisica.

L’acquisizione ha anche un forte peso competitivo: l’operazione sottrarrebbe l’azienda all’orbita di Nvidia, che aveva precedentemente avviato trattative avanzate per rilevarla, e garantirebbe ad Anthropic il suo primo vero presidio operativo nel cuore dell’ecosistema tecnologico israeliano.
Sebbene l’esito dei negoziati rimanga incerto e le parti abbiano rifiutato di commentare ufficialmente, la mossa lancia un segnale chiaro agli investitori: la corsa all’intelligenza artificiale si sta spostando dalla pura potenza bruta dei modelli alla necessità di renderne l’esecuzione economicamente efficiente e sostenibile su vasta scala.





