Con una mossa che ha scosso i mercati e sollevato un polverone politico, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha effettuato a giugno una massiccia rotazione del suo portafoglio finanziario, spostando capitali dai giganti tecnologici verso asset rifugio e legati all’economia tradizionale. A svelarlo è un recente documento dell’Office of Government Ethics (OGE), che ha certificato oltre 1.000 operazioni di trading nel solo mese di giugno 2026, con un controvalore stimato tra i 78,1 e i 263,1 milioni di dollari.
Il fulcro dell’operazione è datato 18 giugno. In una sola seduta, il portafoglio presidenziale ha liquidato pacchetti azionari di Meta Platforms e Motorola Solutions (per un valore compreso tra 1 e 5 milioni di dollari ciascuno), iniettando contestualmente liquidità in titoli dalla solidità storica. Entrano così nel portafoglio, con quote milionarie, Berkshire Hathaway e i circuiti di pagamento Visa e Mastercard.
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