In una sola notte, Snowflake ha cancellato mesi, se non anni, di underperformance e si è riportata al centro dell’attenzione di Silicon Valley e dei mercati finanziari globali. Dopo la chiusura di Wall Street, il titolo della società californiana specializzata nel cloud per i dati è esploso di circa il 37%, passando dai 174,60 dollari della chiusura regolare a 240 dollari negli scambi estesi. Se il rally dovesse confermarsi all’apertura, la capitalizzazione di mercato di Snowflake balzerebbe da circa 60,7 miliardi a oltre 82 miliardi di dollari in una sola seduta.
Tre sono i catalizzatori che hanno innescato questa reazione straordinaria: risultati trimestrali nettamente superiori alle attese degli analisti, una guidance alzata in modo significativo per il resto dell’anno e, soprattutto, un accordo da 6 miliardi di dollari con Amazon Web Services che riposiziona l’azienda al cuore dell’infrastruttura AI enterprise globale.

Un trimestre “milestone”: i numeri che hanno sorpreso Wall Street
Il primo trimestre dell’anno fiscale 2027 di Snowflake (conclusosi il 30 aprile 2026) ha consegnato cifre che difficilmente si prestano a interpretazioni ambigue. Il fatturato totale ha raggiunto 1,39 miliardi di dollari, con una crescita del 33% anno su anno, mentre i ricavi da prodotto, la metrica più seguita dagli investitori, si sono attestati a 1,33 miliardi, in aumento del 34% rispetto al periodo precedente.
L’utile per azione adjusted è stato di 0,39 dollari, ben al di sopra delle aspettative degli analisti che si fermavano a 0,32 dollari. Un beat di quasi il 22% sull’EPS, che arriva peraltro al quarto trimestre consecutivo di sorprese positive sugli utili – una striscia di coerenza rara per una growth company in fase di trasformazione.
Il tasso di fidelizzazione netta dei ricavi (Net Revenue Retention Rate) si è attestato al 126%, con 779 clienti che generano oltre un milione di dollari di ricavi da prodotto nei dodici mesi precedenti, il 29% in più rispetto all’anno scorso. Il backlog contrattuale (Remaining Performance Obligations) ha toccato 9,21 miliardi, in crescita del 38% anno su anno. Quest’ultimo dato è cruciale: indica quanti ricavi futuri sono già contrattualizzati e dà visibilità sulla solidità della domanda nei prossimi trimestri.
Il CEO Sridhar Ramaswamy ha definito il periodo un “trimestre milestone”, sottolineando come si tratti della più forte crescita sequenziale nella storia della società. La guidance per il secondo trimestre prevede ricavi da prodotto compresi tra 1,415 e 1,42 miliardi, contro le attese di mercato di 1,37 miliardi, con un margine operativo adjusted atteso al 12,5% rispetto all’11,9% stimato dagli analisti. Per l’intero anno fiscale, Snowflake ha alzato la previsione sui ricavi da prodotto a circa 5,84 miliardi, rispetto alla guidance precedente di 5,66 miliardi e alla stima di consenso di 5,67 miliardi.
Il vero jolly: 6 miliardi di dollari su AWS per l’AI
Se i numeri trimestrali hanno sorpreso, è l’accordo strategico con Amazon Web Services ad aver catalizzato l’entusiasmo più viscerale del mercato. Snowflake ha annunciato un impegno da 6 miliardi di dollari in infrastrutture AWS nell’arco di cinque anni, focalizzato sull’accelerazione dell’adozione dell’AI enterprise, con un utilizzo espanso dei chip Graviton di Amazon e dell’infrastruttura GPU cloud per l’intelligenza artificiale. Si tratta del più grande singolo investimento infrastrutturale nella storia della società.
Snowflake è stata fondata su AWS undici anni fa e da allora ha superato i 7 miliardi di dollari in vendite lifetime, superando i 2 miliardi nell’anno solare 2025 con una crescita delle transazioni più che raddoppiata anno su anno. Questo accordo non è quindi un punto di partenza, ma una scommessa sul futuro: Snowflake si lega ancora più profondamente all’ecosistema Amazon proprio nel momento in cui le aziende aumentano esponenzialmente i carichi di lavoro AI nel cloud.

Il CEO Ramaswamy ha commentato: “Con Cortex Code e Snowflake Intelligence, stiamo evolvendo dalla piattaforma di riferimento per i dati enterprise al piano di controllo per l’Agentic Enterprise.”
L’acquisizione di Natoma: la governance degli AI agent
Il terzo atto della serata è stato l’annuncio dell’acquisizione di Natoma, una startup specializzata nel Model Context Protocol (MCP) per agenti AI. Snowflake ha firmato un accordo definitivo per acquisire Natoma, una piattaforma MCP enterprise per agenti AI. Una ricerca interna di Snowflake ha rilevato che il 96% delle organizzazioni affronta ancora sfide significative nello scaling dell’AI in ambito enterprise.
Con il completamento dell’acquisizione, Snowflake creerà un layer nativo di governance e identità per gli agenti AI e per l’accesso agli strumenti MCP, rendendo più semplice connettere e gestire in modo sicuro le interazioni dei sistemi AI con applicazioni enterprise, database, API e strumenti interni.
Grazie a questa acquisizione, i clienti Snowflake potranno connettere in modo sicuro Cortex Agents, Snowflake Intelligence, Cortex Code e altre piattaforme AI ai sistemi enterprise, attraverso SaaS, ambienti cloud, VPC e infrastrutture on-premise tramite una libreria verificata di server MCP. In parole semplici: Natoma è il lucchetto che permetterà alle aziende di lasciare operare gli agenti AI nei loro sistemi senza perdere il controllo su chi fa cosa, quando e con quali permessi.
Il contesto: una redenzione borsistica
Va ricordato che questo rally arriva dopo un periodo difficile. Il titolo aveva già guadagnato circa il 28% dai minimi del 30 aprile, riflettendo l’ottimismo crescente sulla domanda guidata dall’AI, ma le azioni rimanevano ancora sotto il massimo a 52 settimane di 280,67 dollari e segnavano ancora un calo di circa il 20% dall’inizio dell’anno alla chiusura regolare di mercoledì.
Il salto di ieri sera è dunque, in parte, anche una correzione di quella sottovalutazione strutturale che il mercato aveva applicato a una società che aveva già imboccato la sua strada nell’AI ben prima che i numeri lo rendessero inequivocabile. Il rally segna un’inversione per uno dei titoli più in ritardo del settore software nell’ultimo anno.






