L’amministrazione Trump ha impresso un’accelerazione senza precedenti alla politica industriale americana, espandendo il portafoglio azionario del governo degli Stati Uniti a ben 30 aziende private. In un annuncio che segna un netto allontanamento dal libero mercato tradizionale, il Dipartimento del Commercio ha firmato lettere di intenti per erogare 874 milioni di dollari in fondi federali a sette aziende tecnologiche, sei delle quali rappresentano nuove aggiunte al portafoglio statale. La condizione imposta da Washington in cambio dei sussidi è l’acquisizione di una quota azionaria di minoranza senza diritto di controllo, con l’obiettivo dichiarato di garantire un “ritorno economico” per i contribuenti.
I finanziamenti, erogati tramite il CHIPS and Science Act, mirano a risolvere i colli di bottiglia infrastrutturali ed energetici dell’Intelligenza Artificiale (IA). Tra i principali beneficiari spicca GlobalFoundries, che riceverà fino a 300 milioni di dollari per accelerare lo sviluppo di tecnologie di fotonica del silicio in grado di velocizzare la trasmissione dei dati tra i processori. Altri investimenti di rilievo includono i 245 milioni destinati a Kepler per memorie IA tridimensionali e i 75 milioni per Extropic, una startup pioniera nel “calcolo termodinamico”, che promette di abbattere drasticamente i consumi energetici sfruttando le fluttuazioni termiche naturali come risorsa computazionale.
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