Per il secondo giorno consecutivo, le ostilità sul campo tra Stati Uniti e Iran si sono fermate, aprendo uno spiraglio per la diplomazia in un conflitto giunto al suo quinto mese. Washington ha sospeso la campagna di bombardamenti contro le infrastrutture iraniane che andava avanti ininterrottamente da tredici notti, mossa che ha spinto Teheran a interrompere a sua volta le operazioni militari di rappresaglia.

Sebbene la Casa Bianca non abbia annunciato un cessate il fuoco definitivo, questa tregua “di fatto” ha permesso di riattivare i negoziati. Le trattative procedono in queste ore tramite una rete di paesi mediatori, con Oman, Pakistan e Qatar in prima linea, nel tentativo di scongiurare un’ulteriore escalation e salvare le basi del fallito “Memorandum di Islamabad”. Al centro dei colloqui, in particolare con la mediazione omanita, c’è il ripristino della sicurezza e del traffico commerciale nel cruciale Stretto di Hormuz.
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