flexile-white-logo
M
Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors
Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors
Ricevi le News della settimana
Direttamente nella tua email ogni sabato i titoli di tutti i nuovi articoli della settimana Eleva!

SpaceX nella tempesta: titolo ai minimi storici prima della trimestrale e del rilascio di milioni di azioni

Ago 1, 2026 | Finanza

SpaceX (SPCX) sta vivendo un momento molto teso. Dopo aver infranto ogni record globale con la sua IPO a giugno, raggiungendo una valutazione vicina ai 3 trilioni di dollari e un picco di 225 dollari per azione, il gigante aerospaziale di Elon Musk affronta ora una turbolenza finanziaria senza precedenti. Questa settimana il titolo ha continuato a cedere terreno, chiudendo a un nuovo minimo storico vicino ai 108 dollari e bruciando oltre 1,2 trilioni di dollari di capitalizzazione di mercato dal suo massimo.

Il crollo avviene alla vigilia di due eventi cruciali che terranno col fiato sospeso Wall Street. Il 4 agosto, a mercati chiusi, SpaceX pubblicherà la sua primissima trimestrale come società quotata in borsa. Gli analisti prevedono ricavi per circa 6,75 miliardi di dollari nel secondo trimestre, sostenuti principalmente dalla rapida crescita degli abbonati della rete satellitare Starlink, stimati a 12 milioni a livello globale. Tuttavia, a preoccupare profondamente gli investitori sono le enormi spese in conto capitale. L’espansione nel settore dell’intelligenza artificiale, tramite l’acquisizione di xAI, ha drenato risorse immense: il segmento AI ha bruciato 7,72 miliardi di dollari solo nel primo trimestre del 2026, obbligando recentemente la società a emettere nuovo debito obbligazionario per ripagare prestiti ponte.

Oltre all’esame dei conti, il vero spartiacque tecnico è fissato per il 6 agosto. In quella data scadrà la prima e più massiccia tranche del periodo di lock-up, sbloccando potenzialmente fino a 911,5 milioni di azioni in mano agli investitori privati della fase pre-IPO. Questa mossa meccanica rischia di inondare il mercato, raddoppiando di fatto l’attuale ristretto flottante pubblico (fermo intorno al 5%) e creando una massiccia pressione in vendita che terrorizza gli attuali azionisti.

Fiutando il sangue, Wall Street ha scatenato un attacco ribassista da record. Le posizioni “short” (vendite allo scoperto) su SpaceX hanno raggiunto l’incredibile cifra di 219,3 milioni di azioni, pari a circa il 34% del flottante disponibile, per un valore nozionale che sfiora i 25 miliardi di dollari. Si tratta della posizione ribassista più grande su una società a grande capitalizzazione nel mercato statunitense. Di fronte a questa offensiva, il CEO Elon Musk non è rimasto in silenzio. Tramite la piattaforma X, ha lanciato un duro monito, avvertendo i fondi speculativi che chi scommette pesantemente contro SpaceX a lungo termine ha una “probabilità di sopravvivenza estremamente bassa”.

La tensione nel settore aerospaziale è palpabile, specialmente dopo il recente tredicesimo test dell’astronave Starship di fine luglio. Sebbene la navicella abbia completato con successo il suo volo suborbitale, il razzo propulsore Super Heavy è stato perso in mare per un guasto ai motori durante la delicata fase di atterraggio, dimostrando che la totale riutilizzabilità del sistema, cruciale per abbattere i costi e giustificare le alte valutazioni, non è ancora stata raggiunta.

La prossima settimana determinerà se SpaceX riuscirà a zittire gli scettici innescando uno “short squeeze” colossale, o se l’onda d’urto delle azioni sbloccate trascinerà il titolo in territori inesplorati, ridefinendo il modo in cui i mercati pubblici valutano e finanziano le ambizioni interplanetarie.

Condividi questo articolo sui tuoi social

Di più da Eleva