Il CEO di Nvidia lancia la profezia dal palco di Computex e il titolo MRVL registra la migliore seduta della sua storia. Il club del trillion un aspetta.
Ha impiegato quattro parole. “The next trillion-dollar company.” Tanto è bastato a Jensen Huang per aggiungere oltre 60 miliardi di dollari di capitalizzazione in un solo giorno a un’azienda che la maggior parte degli investitori retail faticava a nominare fino a ieri. Il CEO di Nvidia ha pronunciato quella frase dal palco del Computex 2026 di Taipei il 2 giugno, rivolgendosi al pubblico dopo aver raggiunto il CEO di Marvell Technology, Matt Murphy, a conclusione della sua keynote. Wall Street ha risposto nell’unico modo che conosce: comprando.
Il titolo MRVL ha chiuso martedì a 290,79 dollari con un rialzo del 32,52%, la migliore seduta nei trent’anni di storia dell’azienda, record assoluto. La capitalizzazione è passata da circa 192 miliardi a oltre 250 miliardi di dollari in poche ore. In pre-market questa mattina, i guadagni continuano con un ulteriore 13%. Su base annua, il titolo aveva già guadagnato oltre il 158% prima dell’endorsement.
“Quando distribuisci un problema computazionale sull’intero data center, ciò che diventa necessario è la connettività. Questo è il motivo per cui Marvell è così essenziale.” — Jensen Huang, CEO Nvidia, Computex 2026

L’architettura dell’AI ha bisogno di connettori
La dichiarazione di Huang non era uno slogan vuoto, aveva una logica tecnica precisa. I data center di nuova generazione non sono macchine monolitiche: sono ecosistemi di migliaia di chip distribuiti che devono scambiarsi dati in tempo reale a velocità enormi. In questo schema, il collo di bottiglia non è più la potenza di calcolo grezza, ma la connettività tra i nodi.
Marvell è esattamente il tipo di azienda che risolve questo problema. Fondata nel 1995 a Santa Clara, non produce le GPU che tutti conoscono. Progetta i chip che le fanno comunicare tra loro: switch Ethernet da 51,2 terabit al secondo, moduli di interconnessione ottica, processori personalizzati denominati XPU. Tra i clienti figurano Amazon (chip Trainium), Google (TPU), Microsoft (Maia) e Meta, i quattro giganti che stanno costruendo l’infrastruttura AI del prossimo decennio.
Un’alleanza da 2 miliardi già in campo
L’endorsement pubblico arrivava tre mesi dopo una mossa già significativa: il 31 marzo 2026, Nvidia aveva annunciato un investimento da 2 miliardi di dollari in Marvell e una partnership strategica attraverso NVLink Fusion, la piattaforma rack-scale che consente di costruire infrastrutture AI ibride. Nell’accordo, Marvell fornisce XPU personalizzate e networking compatibile; Nvidia porta CPU Vera, schede di rete ConnectX, switch Spectrum-X e l’intero ecosistema software. Le due aziende collaborano anche sulla fotonica al silicio, tecnologia che usa la luce invece del rame per spostare dati tra i chip a velocità senza precedenti.
C’è una dinamica strategica sottile: ogni piattaforma NVLink Fusion deve includere almeno un componente Nvidia. Questo significa che anche i chip su misura che Marvell progetta per gli hyperscaler, commissionati proprio per ridurre la dipendenza dalle GPU di Nvidia, genereranno comunque royalty per Nvidia su ogni rack installato. Un pedaggio sull’ecosistema custom, elegante quanto implacabile.

L’entusiasmo non si alimenta di sola retorica. Il 27 maggio, Marvell aveva pubblicato risultati record per il primo trimestre dell’anno fiscale 2027: 2,418 miliardi di dollari di ricavi, in crescita del 28% su base annua. Il management ha alzato le previsioni annuali a circa 11,5 miliardi, descrivendo gli ordini legati all’AI come “eccezionali”. La divisione custom silicon ha generato 1,5 miliardi nell’esercizio 2026 e si prevede raddoppi entro il 2028. L’azienda gestisce 18 progetti attivi di silicon personalizzato, di cui 12 per Amazon, Google, Microsoft e Meta. Stifel ha già rivisto il proprio target di prezzo da 230 a 321 dollari, confermando il rating Buy.
Il club del trillion aspetta
Undici aziende americane valgono oggi più di mille miliardi di dollari, tra loro Apple, Microsoft, Nvidia, Alphabet, Meta e Amazon. Con una capitalizzazione attuale intorno ai 280 miliardi, Marvell dovrebbe quadruplicare il proprio valore per raggiungerle. Non è ancora certo. Ma Huang ha concluso così il suo intervento sul palco di Taipei: “Abbiamo ancora un po’ di lavoro da fare. Ma ci stiamo avviando.” Il mercato, per ora, ha scelto di credergli.






