Il boom dell’infrastruttura globale per l’intelligenza artificiale sta diventando sempre più dipendente dalla leva finanziaria, sollevando crescenti timori su una potenziale bolla del credito. Nelle ultime settimane, l’attenzione dei mercati globali si è concentrata sulla fragilità di questo sistema, schiacciato tra le imponenti emissioni di debito dei colossi tecnologici e il crollo di fondi speculativi iper-indebitati.

Il campanello d’allarme più rumoroso è suonato a cavallo tra luglio e agosto con il collasso di Situational Awareness, l’hedge fund focalizzato sull’IA fondato dall’ex ricercatore di OpenAI Leopold Aschenbrenner. Il fondo, che all’inizio di luglio gestiva asset stimati fino a 45 miliardi di dollari, ha visto il proprio portafoglio crollare a circa 10 miliardi a causa di pesanti scommesse azionarie a leva su aziende fornitrici di infrastrutture come SK Hynix e CoreWeave. Incapace di soddisfare le massicce richieste di integrazione dei margini (margin call) da parte delle banche d’affari, il fondo è stato costretto a liquidare in blocco l’intero portafoglio azionario pubblico, svendendolo con uno sconto alla società di investimento Citadel di Ken Griffin.
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