Quello che doveva essere un tranquillo martedì di scambi si è trasformato in un incubo per la Borsa di Seul, portando alla luce una vulnerabilità sistemica che molti investitori globali avevano sottovalutato. L’indice sudcoreano KOSPI ha subito un crollo devastante, sfiorando una perdita del 10% e costringendo le autorità di mercato ad attivare i circuit breaker per bloccare temporaneamente le contrattazioni. Al centro di questa tempesta ci sono i timori per le valutazioni del settore dell’Intelligenza Artificiale (IA) e una correlazione ormai strettissima con i titoli tecnologici statunitensi.
L’epicentro del crollo è stato il tracollo dei due giganti nazionali dei semiconduttori, che da soli pesano per oltre il 50% dell’intero listino azionario di Seul. Le azioni di SK Hynix sono precipitate fino al 13,55%, mentre la rivale Samsung Electronics ha lasciato sul terreno fino al 10,5%. La miccia che ha innescato la svendita è partita direttamente da Wall Street, dove l’indice Nasdaq ha recentemente subito pesanti flessioni a causa dei crescenti dubbi sulla reale redditività e sostenibilità delle spese astronomiche dei giganti tecnologici americani per le infrastrutture legate all’IA.
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