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Google investe 185 miliardi in data center e chip AI: 55 miliardi oltre le previsioni di Wall Street

Feb 5, 2026 | Aziende

Alphabet Inc. ha comunicato un piano di spesa in conto capitale (CapEx) per l’anno fiscale 2026 compreso tra i 175 e i 185 miliardi di dollari, destinato quasi interamente al potenziamento dell’infrastruttura per l’intelligenza artificiale. Il dato ha spiazzato i mercati, rivelando un divario netto rispetto alle proiezioni degli analisti: Wall Street aveva previsto investimenti per circa 119,5 miliardi, sottostimando di oltre 55 miliardi di dollari le necessità infrastrutturali del gruppo di Mountain View.

La strategia industriale

La dirigenza ha fornito una ripartizione puntuale dell’investimento per giustificare lo scostamento dalle stime. Circa il 60% del budget (oltre 100 miliardi) sarà assorbito dall’infrastruttura tecnica, voce che comprende server e la nuova generazione di processori proprietari TPU “Ironwood”. Il restante 40% finanzierà l’infrastruttura fisica, ovvero la costruzione di nuovi data center e le reti di distribuzione .

Il motore della spesa: un backlog da 240 miliardi

La decisione di raddoppiare gli investimenti rispetto all’anno precedente non è speculativa ma reattiva. Google Cloud ha registrato un backlog (ordini contrattualizzati ma non ancora evasi) di 240 miliardi di dollari, con un incremento sequenziale del 55%. Il CEO Sundar Pichai ha dichiarato che l’azienda è attualmente “supply constrained” : la domanda di calcolo da parte dei clienti supera la capacità fisica dei data center esistenti, rendendo l’espansione un imperativo operativo per non perdere quote di mercato a favore di rivali come Microsoft Azure o AWS.

L’infrastruttura sempre più proprietaria

Per sostenere questa crescita, Alphabet sta attuando una strategia di integrazione verticale aggressiva per ridurre la dipendenza da fornitori esterni e reti pubbliche:

  • Chip TPU v7 “Ironwood”: gran parte del CapEx tecnico è destinata al dispiegamento dei nuovi chip proprietari “Ironwood”. Questi processori sono progettati specificamente per l’era dell’inferenza e degli agenti AI, supportando nativamente calcoli FP8 e offrendo una larghezza di banda di memoria massiccia, essenziale per modelli multimodali complessi . Questo permette a Google di svincolarsi parzialmente dalla costosa dipendenza dalle GPU di mercato.
  • Acquisizione Intersect Power: L’acquisizione da 4,75 miliardi di dollari di Intersect Power è la chiave di volta energetica. Google non attende più i tempi biblici di connessione alla rete pubblica statunitense; attraverso il modello “Bring Your Own Generation”, l’azienda costruirà “parchi energetici” proprietari (solare e stoccaggio batterie) direttamente adiacenti ai nuovi data center, garantendo operatività immediata e costi energetici prevedibili.

Automazione dei costi

Nonostante l’enorme esborso di capitale, Alphabet punta a difendere i margini operativi attraverso un’efficienza interna radicale. Il CFO Anat Ashkenazi ha rivelato un dato cruciale per la sostenibilità del piano: il 50% del nuovo codice aziendale è ora generato autonomamente da agenti AI e successivamente revisionato dagli ingegneri . Questa automazione dei processi core libera risorse umane e finanziarie, permettendo all’azienda di mantenere una struttura dei costi snella mentre scala l’infrastruttura fisica.

Il confronto con i competitor

La mossa di Alphabet ridefinisce i parametri della competizione tra gli Hyperscaler. Mentre Microsoft affronta lo scetticismo degli investitori per un “Capex overhang” che comprime i margini a fronte di una crescita cloud leggermente sotto le attese , e Meta prevede una spesa tra i 115 e i 135 miliardi , Google si distingue per un tasso di crescita del Cloud superiore (+48% YoY) . L’investimento da 185 miliardi segnala al mercato che l’AI ha cessato di essere una scommessa software per diventare un’industria pesante ad alta intensità di capitale, dove solo chi possiede l’intera filiera, dal chip alla centrale elettrica, potrà competere nel lungo periodo.

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