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FERRARI LUCE: IL FUTURO ELETTRICO DEL CAVALLINO FA TREMARE WALL STREET

Mag 26, 2026 | Aziende

La Vela di Calatrava a Roma, simbolo architettonico del futuro mai compiuto, ha ospitato ieri sera uno degli eventi più attesi dell’industria automobilistica mondiale: il debutto della Ferrari Luce, prima vettura completamente elettrica nella storia del Cavallino Rampante. Un momento storico, “l’inizio di un nuovo capitolo”, nelle parole del presidente John Elkann, che ha però provocato una reazione tutt’altro che trionfale sui mercati finanziari. Stamattina il titolo Ferrari ha aperto in ribasso a Milano, scivolando del -6% nella prima parte della seduta, con i titoli quotati a New York che registravano perdite analoghe nel pre-market.

Il messaggio degli investitori è chiaro: la Luce desta più interrogativi di quanti ne risolva. E il paradosso è evidente, una Ferrari che rompe con sé stessa rischia di perdere proprio quel valore di inviolabilità che ne ha sostenuto la capitalizzazione per anni.

Cinque anni di lavoro, come ha ricordato l’amministratore delegato Benedetto Vigna, hanno prodotto qualcosa di oggettivamente straordinario sul piano tecnico. La Luce è una berlina a cinque porte e cinque posti reali, configurazione mai vista su una Ferrari di serie, equipaggiata con quattro motori elettrici, uno per ruota, per una potenza complessiva di 1.113 cavalli. Lo scatto da 0 a 100 km/h avviene in 2,5 secondi, la velocità massima si attesta a circa 310 km/h e l’autonomia dichiarata secondo il ciclo WLTP supera i 530 chilometri. La batteria da 122 kWh, fornita da SK On, accetta ricariche fino a 350 kW. Il prezzo di partenza è fissato a 550.000 euro, con le prime consegne attese per la fine del 2026.

A differenziare la Luce da qualsiasi altra vettura del segmento c’è però il progetto estetico. Il design è stato affidato al collettivo LoveFrom, lo studio fondato dall’ex capo del design Apple Sir Jony Ive e da Marc Newson. Il risultato è un oggetto dalle superfici pulite e scultoree, dominato da una grande glass house a forma di conchiglia che si estende sotto la linea di cintura, con fanali che a luci spente sembrano scomparire nelle superfici primarie. Una coerenza formale radicale, quasi più vicina alla filosofia di un dispositivo tecnologico che all’estetica della supercar tradizionale.

È proprio questa rottura stilistica a preoccupare una parte del mercato. Gli analisti di Berenberg avevano anticipato, in una nota diffusa prima del lancio, che il rischio principale sarebbe stato quello di non convincere la base storica dei clienti Ferrari: collezionisti, appassionati di motori endotermici, fedeli al rombo V8 e V12. Il CEO Vigna ha risposto che “l’importante è l’emozione trasmessa al guidatore”, e che anche un motore elettrico “ha il suo suono”. Dichiarazioni sincere, ma che non hanno placato i dubbi di chi si chiede se esista davvero un mercato di acquirenti Ferrari desiderosi di un’ammiraglia a batteria da mezzo milione di euro.

L’analista di RBC Capital Markets Tom Narayan ha identificato il profilo del potenziale cliente Luce: non i collezionisti storici del Cavallino, ma acquirenti nuovi in Norvegia, in California, forse nel lungo periodo in Cina, che vogliono il prestigio Ferrari in formato elettrico. Un ampliamento di mercato, dunque, non una sostituzione. Ferrari ha ribadito che i motori a sei, otto e dodici cilindri continueranno a essere prodotti parallelamente alla Luce, in un posizionamento a gamma larga che riflette la nuova strategia: 40% termici, 40% ibridi, 20% full electric entro il 2030.

Eppure i numeri in Borsa parlano di nervosismo. Non è la prima volta che Ferrari paga in Piazza Affari una scelta strategica coraggiosa, anche il Purosangue, il primo SUV della casa, suscitò perplessità al lancio, prima di rivelarsi un successo commerciale e trascinare il titolo verso i massimi storici. La domanda è se il copione si ripeterà anche stavolta, con un’auto che è sì una Ferrari, ma che non assomiglia a nessuna Ferrari che si sia mai vista.

Quel che è certo è che il simbolismo della location non era casuale. Roma fu teatro della prima vittoria assoluta nella storia Ferrari, nel 1947. Ieri sera Maranello ha scelto la stessa città per scommettere sul prossimo settantennio. La Luce brilla, ma i mercati, almeno per ora, preferiscono restare al buio.

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