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Data Center 2025: Il record da 61 miliardi che nasconde la paura di Wall Street

Dic 19, 2025 | Finanza

Il 2025 si chiude con una cifra da capogiro: 61 miliardi di dollari. È questo il valore record delle operazioni di fusione e acquisizione (M&A) nel settore dei data center registrato quest’anno. A prima vista, sembra la conferma del trionfo inarrestabile dell’Intelligenza Artificiale. Eppure, analizzando i dati di S&P Global, emerge una narrazione parallela fatta di ansia, valutazioni insostenibili e crepe nel sistema di finanziamento.

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Un mercato a due velocità

Il numero headline è impressionante, ma ingannevole. La cifra record è infatti “drogata” da un’unica, mastodontica operazione: l’acquisizione da 40 miliardi di dollari di Aligned Data Centers da parte di un consorzio che include giganti come Microsoft e NVIDIA. Se si rimuove questo mega-accordo dall’equazione, il mercato delle acquisizioni appare in realtà stagnante. Il motivo? Un divario incolmabile nelle aspettative di prezzo. I proprietari di data center, forti dell’hype sull’AI, chiedono cifre astronomiche che scontano una crescita perpetua. Gli acquirenti, tuttavia, stanno tirando il freno a mano, spaventati da valutazioni che ricordano pericolosamente la bolla delle dot-com.

Lo spettro del debito e il “Caso Oracle”

Non potendo comprare a prezzi ragionevoli, gli investitori si sono riversati sulla costruzione ex novo (“greenfield”), i cui investimenti sono triplicati raggiungendo quasi 90 miliardi di dollari, e sull’emissione di debito, esplosa alla cifra record di 115 miliardi di dollari solo per il Nord America. Ma il credito non è infinito. Il segnale più allarmante è arrivato a dicembre con il collasso delle trattative tra Oracle e il fondo di credito privato Blue Owl Capital. Il fallimento di un accordo di finanziamento da 10 miliardi di dollari ha scosso Wall Street, dimostrando che i finanziatori stanno iniziando a dubitare della sostenibilità di spese così aggressive in assenza di profitti immediati.

Conclusione: L’anno della verità

Mentre gli investimenti in AI hanno sostenuto da soli l’80% della crescita della domanda privata USA nella prima metà dell’anno , il 2025 ci lascia con un avvertimento: l’infrastruttura fisica sta crescendo più velocemente della capacità finanziaria di sostenerla. Con i costi dell’energia in aumento e i tassi di interesse che mordono, il 2026 non sarà più l’anno delle promesse, ma l’anno in cui gli investitori pretenderanno di vedere i ritorni economici.

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