flexile-white-logo
M
Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors
Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors
Ricevi le News della settimana
Direttamente nella tua email ogni sabato i titoli di tutti i nuovi articoli della settimana Eleva!

Banca Sella apre l’era cripto: prima banca italiana abilitata a operare sotto MiCA

Mag 27, 2026 | Finanza

Il gruppo biellese completa l’iter di notifica con Banca d’Italia e si prepara a lanciare entro la fine dell’anno i primi servizi di custodia e trasferimento di asset digitali. Un traguardo che arriva dopo quattro anni di investimenti in tecnologia distribuita e che posiziona l’Italia accanto ai sistemi bancari europei già attivi nel settore.


Oggi Banca Sella ha annunciato di aver completato l’iter di notifica a Banca d’Italia previsto dal regolamento europeo MiCA (Markets in Crypto-Assets Regulation), diventando ufficialmente la prima banca italiana abilitata ad avviare servizi di cripto-attività. È un momento storico: il passo che fa attraversare all’industria bancaria italiana una soglia che molte controparti europee avevano già varcato.

Il significato dell’iter MiCA

Entrato in vigore nell’Unione Europea nel 2024, il MiCA è il primo quadro normativo armonizzato al mondo per i mercati delle criptovalute e degli asset digitali. Per le banche, operare in questo spazio non è automatico: richiede una notifica formale all’autorità di vigilanza nazionale, nel caso italiano, Banca d’Italia, che certifica la conformità ai requisiti tecnici, patrimoniali e organizzativi previsti dalla normativa europea. Sella ha percorso questo iter fino in fondo, e il risultato è un’abilitazione senza precedenti nel panorama bancario del Paese.

I servizi in arrivo entro la fine dell’anno

Nel comunicato diffuso questa mattina, il gruppo biellese annuncia l’intenzione di lanciare, nel corso del 2026, una soluzione dedicata alla custodia, all’invio e alla ricezione di asset digitali, rivolta a specifiche tipologie di clienti, una formulazione che lascia intendere un accesso selettivo, verosimilmente orientato a clientela istituzionale o a segmenti di privati qualificati. Ma la visione, chiarisce il management, guarda molto più lontano: dai pagamenti istantanei alla tokenizzazione di asset reali.

“L’evoluzione dei pagamenti verso modelli istantanei, interoperabili e programmabili, favorita anche dalla tokenizzazione della moneta e degli asset, sta ridefinendo le infrastrutture finanziarie a livello europeo e globale”, ha dichiarato Andrea Tessera, Managing Director Digital Banking di Banca Sella. “Essere la prima banca italiana a poter offrire servizi di custodia e trasferimento di cripto-attività è un passaggio rilevante, che si inserisce nel più ampio percorso europeo verso nuovi modelli digitali e costituisce la base per futuri sviluppi in diversi settori, dai pagamenti alla tokenizzazione.”

Una scommessa costruita in quattro anni

Il primato di oggi non è arrivato per caso. Sella ha gettato le fondamenta di questo traguardo nel 2022, partecipando alla sperimentazione promossa dal Fintech Milano Hub di Banca d’Italia sulla tecnologia a registro distribuito (DLT). Da allora, il gruppo ha formato al suo interno un team specializzato in DLT e asset digitali, investendo nell’infrastruttura tecnologica necessaria.

Non solo. Banca Sella è tra le società fondatrici del consorzio Qivalis, che oggi riunisce 37 banche europee con l’obiettivo di lanciare una stablecoin ancorata all’euro, un progetto che si affianca alle iniziative dell’Eurosistema, tra cui i progetti Pontes e Appia coordinati dalla Banca Centrale Europea. Il disegno è quello di un ecosistema finanziario digitale integrato, dove banche tradizionali e infrastrutture blockchain dialogano senza attrito.

Un mercato in piena espansione

Il tempismo non è casuale. Secondo i dati più recenti dell’OAM (Organismo Agenti e Mediatori), aggiornati a fine 2024, gli investitori italiani attivi sulle piattaforme di exchange sono oltre 2,3 milioni, con un patrimonio complessivo di 2,6 miliardi di euro. Una platea enorme, finora servita quasi esclusivamente da operatori specializzati come exchange e custodi digitali, che non godono della stessa reputazione e delle garanzie sistemiche di una banca tradizionale.

La mossa di Sella punta esattamente su questo divario: offrire la sicurezza e la fiducia di un’istituzione bancaria regolamentata in uno spazio che molti investitori percepiscono ancora come privo di protezioni adeguate. Non a caso, anche Intesa Sanpaolo si sta muovendo nella stessa direzione: a maggio ha reso noti investimenti diretti in criptovalute per oltre 200 milioni di euro, tra Bitcoin, Ripple, Ethereum e Solana.

L’Italia si affianca all’Europa, mentre gli USA restano indietro

L’annuncio di oggi assume un significato ancora più rilevante se letto nel contesto geopolitico della finanza digitale. Mentre l’Europa ha dotato il suo sistema bancario di un quadro normativo chiaro e operativo con il MiCA, gli Stati Uniti restano in attesa del Clarity Act, la legge che dovrebbe chiarire i confini della regolamentazione crypto, arenato fuori dal Congresso con scarse prospettive di approvazione entro l’anno. Il risultato è che il sistema bancario europeo, con Banca Sella in prima linea per l’Italia, gode oggi di un vantaggio competitivo concreto rispetto alle controparti americane.

Il dado è tratto. La banca di Biella ha aperto una strada. Resta da vedere quante altre la percorreranno e in quanto tempo.

Condividi questo articolo sui tuoi social

Di più da Eleva