Con un round da 65 miliardi di dollari e una valutazione di 965 miliardi, la startup di Dario Amodei scala la vetta della Silicon Valley. Claude batte ChatGPT in borsa prima ancora di arrivarci.
Anthropic ha appena riscritto le gerarchie dell’intelligenza artificiale. La startup fondata cinque anni fa da un gruppo di fuoriusciti di OpenAI ha raccolto 65 miliardi di dollari in un finanziamento di Serie H, raggiungendo una valutazione post-money di 965 miliardi di dollari, un soffio sotto il traguardo dei 1.000 miliardi. Per la prima volta nella storia, OpenAI non è più l’azienda di intelligenza artificiale privata più preziosa al mondo.
Il sorpasso è netto. L’ultimo valore noto di OpenAI, fissato a 852 miliardi di dollari dopo un round da 122 miliardi chiuso a marzo, viene superato con un margine di oltre cento miliardi. E la velocità con cui Anthropic ha compiuto questa scalata è quasi vertiginosa: appena tre mesi fa, a febbraio, la società valeva 380 miliardi di dollari. In novanta giorni, la sua capitalizzazione è quasi triplicata.
Un round che ha scritto la storia della finanza tech
Il finanziamento, uno dei più grandi mai realizzati nella storia dei mercati privati, è stato guidato da Altimeter Capital, Dragoneer, Greenoaks e Sequoia Capital, con ciascun lead investor che ha contribuito con oltre due miliardi di dollari. A fare da co-lead, Capital Group, Coatue, D1 Capital Partners, GIC (il fondo sovrano di Singapore), ICONIQ e XN. Non mancano i grandi nomi della finanza tradizionale: Baillie Gifford, Blackstone, Brookfield, D.E. Shaw Ventures, DST Global e Fidelity Management & Research.

Quindici miliardi del totale erano già stati impegnati dai principali fornitori di cloud: Amazon ha confermato il suo contributo da cinque miliardi, annunciato ad aprile, mentre Google ha mantenuto i propri impegni. La presenza di colossi hardware come Samsung, SK Hynix e Micron tra i partecipanti è un segnale preciso: l’ecosistema industriale dell’IA non è più limitato al software.
Sul fronte infrastrutturale, Anthropic ha siglato accordi con Amazon per cinque gigawatt di nuova capacità computazionale, con Google e Broadcom per altri cinque gigawatt di chip TPU di nuova generazione, e con SpaceX per accedere alla potenza GPU di Colossus 1 e Colossus 2. La fabbrica dell’intelligenza artificiale si sta espandendo a una velocità senza precedenti.
Claude Code, il motore nascosto di un’ascesa straordinaria
Il dato che ha fatto spalancare gli occhi a Wall Street non è la dimensione del round, ma la crescita dei ricavi. Il tasso annualizzato di fatturato di Anthropic ha superato i 47 miliardi di dollari all’inizio di maggio, più che triplicato rispetto ai 10 miliardi dell’anno scorso, quasi raddoppiato rispetto ai 30 miliardi registrati all’inizio del 2026. Secondo il Wall Street Journal, la società si avvicina per la prima volta al pareggio operativo, con una crescita stimata intorno al 130%.
Il vero protagonista di questa corsa è Claude Code, l’assistente di programmazione di Anthropic adottato su larga scala da sviluppatori e grandi organizzazioni per la gestione di task di codifica complessi. In un anno in cui l’IA generativa ha smesso di essere un prodotto di consumo per diventare infrastruttura professionale, Claude Code si è imposto come uno degli strumenti più diffusi nell’enterprise tech.
“Questo finanziamento ci aiuterà a soddisfare la domanda storica che stiamo registrando, a rimanere alla frontiera della ricerca e a portare Claude nei luoghi dove si lavora.” — Krishna Rao, CFO di Anthropic
Opus 4.8: l’IA che sa quando sbaglia
Il round non è stata l’unica notizia del 28 maggio. In contemporanea, Anthropic ha lanciato Claude Opus 4.8, la nuova versione del suo modello di punta: prestazioni superiori in programmazione agentica, ragionamento complesso e, dettaglio non banale, onestà. Opus 4.8 è quattro volte meno incline del suo predecessore a produrre codice difettoso senza segnalarlo, ed è progettato per comunicare le proprie incertezze anziché fingere certezze che non ha. Nel benchmark Terminal-Bench 2.1 ha ottenuto il 74,2%, con un miglioramento di 8,4 punti percentuali rispetto alla versione precedente.
Nel portafoglio di Anthropic figura anche Claude Mythos Preview, un modello con capacità avanzate in cybersicurezza lanciato lo scorso aprile e disponibile solo per una cerchia ristretta di aziende selezionate. La prospettiva di rendere disponibili modelli di questo tipo su scala più ampia sembra aver alimentato ulteriormente l’ottimismo degli investitori.

La corsa all’IPO: chi arriva prima?
L’aspetto forse più carico di implicazioni è l’orizzonte che si apre. Questo round potrebbe essere il penultimo atto prima dell’ingresso in borsa: fonti vicine alla società parlano di una possibile IPO già nell’autunno 2026. OpenAI, da parte sua, si starebbe preparando a depositare in modo riservato il proprio prospetto nelle prossime settimane.
Due giganti che corrono verso Wall Street in parallelo, ciascuno con una valutazione astronomica e ricavi in rapida espansione. La domanda non è più se l’IA entrerà nei mercati pubblici, ma chi ci arriverà prima e chi otterrà la valutazione più alta.
Per capire la portata del ribaltamento, basta guardare la traiettoria di Anthropic. A settembre 2024 la società valeva 183 miliardi di dollari. A gennaio 2026 era salita a 350 miliardi. A febbraio a 380 miliardi. Oggi, a fine maggio, sfiora i 1.000 miliardi. Una curva che non ha equivalenti nella storia recente della Silicon Valley, nemmeno negli anni d’oro di Meta o di Uber.
Anthropic è stata fondata nel 2021 da Dario Amodei e sua sorella Daniela, insieme ad altri ex ricercatori di OpenAI convinti che fosse necessario costruire sistemi di IA più sicuri e trasparenti. Claude, lanciato nel 2023, è oggi uno dei modelli di IA più usati al mondo: a marzo la piattaforma registrava oltre un milione di nuove iscrizioni al giorno. È anche il primo modello frontier disponibile contemporaneamente su Amazon Web Services, Google Cloud e Microsoft Azure, un primato che nessun concorrente può oggi vantare.
In cinque anni, da startup “safety-first” in un mercato dominato da OpenAI, Anthropic ha trasformato la prudenza in vantaggio competitivo. Ora, con quasi 1.000 miliardi di dollari di capitalizzazione, guarda al futuro da una posizione che pochi avrebbero immaginato possibile.






