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- Lo shock energetico della guerra con l’Iran e l’impennata dei rendimenti costano circa 1.700 dollari l’anno a ogni famiglia americana: 930 di energia, 425 di maggiori interessi, 405 legati alla spesa militare e al costo del debito.
- Benzina a 4,32 dollari al gallone (+36% su base annua) e diesel oltre i 6 dollari, record storico assoluto: l’inflazione USA resta inchiodata al 3,4%.
- Stasera la Fed dovrebbe alzare i tassi al 3,75%-4%, primo rialzo in tre anni, con il decennale sopra il 5% e il mutuo trentennale tornato oltre il 7%.
Analisi 16 settembre 2026

Stasera, alle 20 ora italiana, la Federal Reserve annuncerà quello che i mercati danno ormai per scontato con una probabilità del 92%: il primo rialzo dei tassi in tre anni, un quarto di punto che porterebbe il costo del denaro nella forchetta 3,75%-4%. È l’appuntamento che tiene Wall Street sospesa da settimane. Ma mentre le sale operative si concentrano sul dot plot e sul tono della conferenza stampa di Kevin Warsh, il conto più salato di questa stagione è già stato emesso e non è indirizzato agli hedge fund.
È indirizzato alle famiglie americane. Secondo le stime diffuse oggi, la combinazione fra lo shock energetico innescato dalla guerra con l’Iran e l’impennata dei rendimenti obbligazionari vale circa 1.700 dollari a nucleo familiare su base annua. Non è una proiezione su scenari futuri: è la somma di ciò che è già passato dalla pompa di benzina, dalla rata del mutuo e dall’estratto conto della carta di credito. La Fed, stasera, non deciderà se quel conto esiste. Deciderà soltanto chi lo paga per primo.
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