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- Domani a Berlino la BCE dovrebbe alzare i tassi di 25 punti base, portando il tasso sui depositi al 2,50%: secondo rialzo del 2026 dopo giugno. Tutti i 65 economisti del sondaggio Reuters lo danno per fatto.
- Dietro la stretta c’è un’inflazione tornata al 3,3% ad agosto (dal 2,9%), con la componente energetica a +14,3% annuo e il Brent sopra i 100 dollari per l’escalation USA-Iran.
- Il mercato obbligazionario ha già votato: BTP decennale al 4,20%, massimo da tre anni, spread a 82 punti base, borse europee deboli e banche in retromarcia.
Analisi 9 settembre 2026

C’è una regola non scritta nelle sale operative: quando l’esito di una riunione di banca centrale è scontato, il vero spettacolo si sposta altrove. È esattamente quello che sta accadendo alla vigilia del consiglio direttivo BCE di domani in trasferta a Berlino, ospite della Bundesbank dove il rialzo di 25 punti base che porterà il tasso sui depositi al 2,50% è dato talmente per certo che nessuno dei 65 economisti interpellati da Reuters osa prevedere il contrario.
Lo spettacolo, dunque, è altrove: nel Brent che ha sfondato quota 100 dollari per la prima volta dal 2022, nel BTP decennale tornato al 4,20% un livello che non si vedeva da tre anni e in un’inflazione che a Francoforte pensavano di aver domato e che invece ad agosto ha rialzato la testa al 3,3%. La domanda che i mercati porteranno a Lagarde non è «alzerete i tassi?», ma «quanto durerà questa nuova stretta?».
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