Tempo di lettura: 5 min
- Il gas europeo TTF ha superato gli 80 euro al MWh, massimo da dicembre 2022, con i contratti di ottobre in rialzo del 6%: pesano lo Stretto di Hormuz e lo stop alle spedizioni di GNL dal Qatar.
- L’Europa arriva all’inverno con le scorte al 63% contro una media stagionale di circa l’80% — e la Germania è appena sopra il 50%: il cuscinetto di sicurezza quest’anno non c’è.
- Goldman Sachs vede il GNL oltre i 100 euro al MWh se i flussi dal Golfo restano bloccati: per le famiglie italiane il conto d’autunno già stimato è di 270 euro in più, e per l’industria energivora il rischio è molto più alto.
Analisi 10 settembre 2026

Mentre gli occhi dei mercati sono puntati sulla BCE e sul petrolio tornato sopra i 100 dollari, la vera partita per l’economia europea si sta giocando su un altro tabellone: quello del gas naturale. Al TTF di Amsterdam il metano ha sfondato gli 80 euro al megawattora, un livello che non si vedeva da dicembre 2022, quando il continente usciva dal primo inverno della crisi energetica. I contratti di ottobre sono arrivati a guadagnare il 6% in una sola seduta.
La differenza rispetto ad allora è sottile ma decisiva: nel 2022 l’Europa affrontava lo shock con stoccaggi pieni quasi al 90%. Oggi ci arriva con le scorte al 63% e con una catena di approvvigionamento globale del GNL che l’escalation nel Golfo sta stringendo giorno dopo giorno. È la combinazione che trasforma un rialzo di prezzo in un problema strategico.
Stai leggendo l'anteprima: il resto dell'articolo è per gli abbonati.
Tutti gli articoli e le analisi di Eleva, per intero, ogni giorno.
Disdici quando vuoi. Pagamento sicuro su Whop: dopo il pagamento il sito si sblocca da solo con la stessa email del tuo account. Sei già abbonato? Accedi.





