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Trump: “Go out and buy a Dell”… e il titolo balza del 77% in 3 settimane

Mag 29, 2026 | Finanza

L’8 maggio 2026, alle 18:00 ora italiana, Donald Trump pronunciò quattro parole dal Rose Garden della Casa Bianca. Da quel momento, il titolo Dell Technologies ha guadagnato il 77%, con la trimestrale di ieri sera a portare il titolo ai 435 dollari attuali. Ecco come si è costruita una delle storie di mercato più clamorose dell’anno.

Erano le 12:00 ora di Washington quando Donald Trump, davanti alle madri militari invitate alla Casa Bianca per la Festa della Mamma, deviò dal copione ufficiale. Dopo aver ringraziato Michael e Susan Dell per la loro donazione da 6,25 miliardi di dollari ai “Trump Accounts”, i conti di investimento per minori creati con il suo pacchetto legislativo, il presidente aggiunse con il tono di chi condivide un’informazione privilegiata: “So go out and buy a Dell. They’re great.”

A quel punto il mercato aveva già capito tutto. Nella seduta dell’8 maggio, il titolo Dell Technologies (NYSE: DELL) salì del 14,6% intraday, toccando il massimo storico di 263,99 dollari, per poi chiudere a 260,46 dollari con un guadagno del 12% sulla giornata. Il prezzo di riferimento al momento dell’annuncio era di circa 244 dollari. Nessuna campagna pubblicitaria avrebbe potuto fare quello che quattro parole presidenziali fecero in una sola seduta di borsa.

Tre settimane più tardi, il titolo vale 435 dollari. Un rally del 77% dal momento dell’endorsement. E la storia non è finita.

Il contratto da 9,7 miliardi

Il primo catalizzatore strutturale è arrivato mercoledì 27 maggio. Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha annunciato l’assegnazione a Dell Federal Systems, la divisione governativa del gruppo, di un contratto quinquennale da 9,69 miliardi di dollari. Il megacontratto, denominato Core Enterprise Technology Agreement (CETA), affida a Dell il ruolo di intermediario unico per la gestione delle licenze Microsoft, Microsoft 365, cloud Azure, software on-premises, per l’intero apparato militare americano, le agenzie di intelligence e la Guardia Costiera.

Il Pentagono ha stimato risparmi annui da 422 milioni di dollari grazie alla centralizzazione degli acquisti, oggi frammentati in decine di contratti separati tra i vari rami delle forze armate. Il giorno successivo all’annuncio, prima ancora dell’apertura delle borse, il titolo guadagnava già il 5% in pre-market, portandosi intorno ai 320 dollari.

La tempistica non è passata inosservata: il contratto è arrivato meno di tre settimane dopo che Trump aveva incoraggiato pubblicamente l’acquisto del titolo, e pochi mesi dopo che i Dell avevano versato 6,25 miliardi nel programma di punta della sua presidenza. Michael Dell siede inoltre nel Consiglio degli Advisor sulla Scienza e Tecnologia della Casa Bianca. Il Pentagono ha precisato che il contratto è stato assegnato attraverso una procedura competitiva.

La trimestrale che nessuno si aspettava

Se il contratto con il Pentagono fu benzina sul fuoco, i risultati trimestrali pubblicati ieri sera dopo la chiusura dei mercati hanno rappresentato una detonazione. Il titolo è balzato di un ulteriore 37% in after-hours, portando il gain complessivo dall’8 maggio al 77%.

I numeri del primo trimestre fiscale 2027 hanno semplicemente demolito ogni previsione. Il fatturato record di 43,8 miliardi di dollari, in crescita dell’88% anno su anno, ha battuto le stime degli analisti di circa 9 miliardi. L’utile per azione non-GAAP è salito a 4,86 dollari contro i 2,88 attesi, con un incremento del 214%. Il flusso di cassa operativo ha raggiunto 4,1 miliardi, anch’esso un primato assoluto.

Ma il numero che ha fatto saltare tutti dalla sedia è quello sui server AI: il fatturato da server ottimizzati per l’intelligenza artificiale è esploso del 757% anno su anno, raggiungendo 16,1 miliardi di dollari in un solo trimestre. Nel primo trimestre, Dell ha ricevuto ordini AI per 24,4 miliardi di dollari, con un backlog (ordini in attesa di consegna) salito a 51,3 miliardi, dai 43 miliardi di fine 2026. Il numero di clienti AI ha superato quota 5.000, in crescita di oltre il 50% in soli sei mesi.

Di fronte a cifre simili, la guidance per l’intero anno è stata rivista al rialzo in modo drastico: il management ora punta a ricavi compresi tra 165 e 169 miliardi di dollari, contro le precedenti stime di 138-142 miliardi. La crescita anno su anno attesa si avvicina al 50%. I ricavi da server AI per l’intero esercizio sono stati portati a 60 miliardi di dollari, il 144% in più rispetto al 2026. Prima della pubblicazione dei risultati, il consenso degli analisti si fermava a circa 142-143 miliardi di ricavi totali: la società li ha battuti di oltre 20 miliardi.

La macchina AI

Dietro i numeri c’è una trasformazione strutturale. Dell, nata come produttrice di PC e hardware commodity, si è posizionata come uno dei principali fornitori di infrastruttura per il boom dell’intelligenza artificiale, in gara diretta con Super Micro Computer. I suoi server PowerEdge, ottimizzati per i chip Nvidia, vengono oggi acquistati in enormi quantità da hyperscaler, i grandi provider cloud, e grandi aziende che costruiscono infrastrutture AI proprietarie.

Come ha spiegato Jeff Clarke, Chief Operating Officer di Dell, nella conference call di ieri sera: “Abbiamo registrato 24,4 miliardi di ordini AI e riconosciuto 16,1 miliardi di ricavi da server AI. L’opportunità non mostra segni di rallentamento.” Il backlog da 51 miliardi garantisce già visibilità sui prossimi trimestri, rendendo le guidance meno incerte del solito.

Il giorno prima degli earnings, UBS aveva alzato il proprio target price a 440 dollari. Mizuho era arrivata a 350 dollari. Quasi tutti i target price pre-annuncio, sono ora di fatto obsoleti e nelle prossime ore gli analisti saranno costretti a rivedere i propri modelli al rialzo.

Tre settimane, tre atti

La parabola di Dell tra l’8 e il 29 maggio 2026 si può leggere come una storia in tre atti: l’endorsement presidenziale, il contratto governativo e la trimestrale straripante. I tre eventi si sono sovrapposti a un trend di fondo già potente: dall’inizio dell’anno il titolo era salito di oltre il 100% prima ancora del discorso di Trump, ma è la concentrazione degli eventi nelle ultime tre settimane ad aver creato un effetto composto straordinario.

Da 244 dollari a 435 dollari. Settantasette percento in meno di un mese. Una storia che, qualunque cosa si pensi della sua genesi politica, racconta anche qualcosa di autentico: il mercato sta scommettendo che l’infrastruttura AI è la più grande ondata d’investimento del decennio, e che Dell si trova esattamente al posto giusto nel momento giusto.

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