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Scandalo Binance: 850 milioni di dollari all’Iran e il cortocircuito tra sicurezza globale e politica USA

Mag 24, 2026 | Geo/Politica

Un’inchiesta del Wall Street Journal ha svelato una colossale falla nel sistema delle sanzioni internazionali: negli ultimi due anni, il colosso delle criptovalute Binance avrebbe processato transazioni per quasi 850 milioni di dollari legate a Babak Zanjani, noto faccendiere iraniano sanzionato dagli Stati Uniti. Questa rivelazione solleva interrogativi inquietanti non solo sui controlli interni dell’exchange, ma anche sui complessi intrecci politici a Washington.

La rete di Zanjani

Secondo l’indagine, la stragrande maggioranza dei fondi è transitata attraverso “Zedcex”, una società di criptovalute di facciata registrata nel Regno Unito. Un singolo account associato a questa rete ha generato da solo un volume di scambi pari a circa 830 milioni di dollari. L’aspetto più allarmante, emerso dai report interni di compliance della stessa Binance, è che gli account gestiti dai collaboratori e dai familiari di Zanjani operavano utilizzando i medesimi dispositivi fisici e la stessa infrastruttura di rete, effettuando l’accesso direttamente da indirizzi localizzati a Teheran. Nonostante le ripetute allerte dei sistemi di sicurezza interni, che indicavano un chiaro tentativo di eludere le sanzioni, gli account sono rimasti attivi per mesi.

Le conseguenze geopolitiche sono misurabili sul campo. Esperti di sicurezza e di contrasto al terrorismo stimano che circa 425 milioni di dollari di questi fondi siano stati incanalati con successo per finanziare le infrastrutture e le attività militari del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC). Tutto questo è avvenuto dopo che, nel 2023, Binance si era dichiarata colpevole di gravi violazioni delle norme antiriciclaggio statunitensi, accettando di pagare una multa record di 4,3 miliardi di dollari in accordo con il Dipartimento di Giustizia.

La controffensiva di Binance

I vertici dell’azienda non sono rimasti a guardare. Il CEO Richard Teng ha respinto duramente le accuse, definendo l’inchiesta “fondamentalmente inaccurata” e sostenendo che la piattaforma non ha mai permesso transazioni a individui sanzionati. Teng ha sottolineato come le attività anomale si fossero svolte prima che i soggetti finissero ufficialmente nelle liste nere. In risposta alle inchieste, Binance ha persino intentato una causa per diffamazione contro il Wall Street Journal, rivendicando la totale efficacia del proprio programma di compliance, per il quale sostiene di spendere oltre 200 milioni di dollari all’anno.

Il terremoto politico a Washington

Oltre al rischio per la sicurezza globale, il caso ha innescato un vero e proprio terremoto politico negli USA. Il Senatore Richard Blumenthal ha aperto un’inchiesta ufficiale, accusando Binance di essere un “trasgressore recidivo” e di aver ostacolato le indagini interne licenziando o sospendendo gli esperti di compliance che avevano materialmente scoperto i flussi illeciti verso l’Iran e verso la flotta ombra russa.

Tuttavia, la matassa è resa ancora più ingarbugliata dai vertici dell’esecutivo. L’organizzazione civica Public Citizen ha denunciato un colossale e pericoloso conflitto di interessi: Binance è diventata un partner commerciale fondamentale di World Liberty Financial (WLFI), l’impresa crittografica controllata dalla famiglia del Presidente Donald Trump. Binance detiene infatti circa l’85% delle stablecoin emesse da WLFI, contribuendo ai profitti miliardari incassati dalla famiglia presidenziale dal 2024 a oggi. Questa simbiosi economica assume contorni estremamente controversi se si considera che, nell’ottobre del 2025, il Presidente Trump ha concesso la grazia presidenziale a Changpeng Zhao, il fondatore storico di Binance.

Mentre il Dipartimento del Tesoro americano ha recentemente compiuto il passo senza precedenti di sanzionare direttamente exchange come Zedcex, la faglia tra la lotta al finanziamento del terrorismo globale e gli interessi privati delle alte sfere politiche non è mai stata così evidente. Le criptovalute, da semplice strumento finanziario alternativo, si sono ormai trasformate nel principale terreno di scontro della geopolitica ombra.

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