Una trasformazione definitiva da tradizionale colosso della difesa a player globale e interconnesso dell’alta tecnologia. È questo il fulcro del nuovo Piano Industriale 2026-2030 approvato ieri dal Consiglio di Amministrazione di Leonardo e presentato questa mattina dall’Amministratore Delegato Roberto Cingolani. Un piano accolto con euforia a Piazza Affari, dove il titolo ha registrato un balzo di oltre il +6%, in netta controtendenza rispetto a un azionario europeo frenato dai timori geopolitici legati alla crisi in Medio Oriente.
I numeri del piano
I numeri illustrati dai vertici aziendali delineano un quinquennio di crescita senza precedenti. Il gruppo stima di raccogliere ordini cumulati per ben 142 miliardi di euro tra il 2026 e il 2030 (con un tasso di crescita annuo composto del 6,1%), puntando a chiudere il decennio con ricavi annui pari a 30 miliardi di euro. Ancor più impressionante è la traiettoria della redditività operativa: l’EBITA è destinato a raddoppiare, passando dagli 1,75 miliardi del 2025 ai 3,59 miliardi attesi nel 2030 (CAGR del 15,5%), mentre il flusso di cassa operativo (FOCF) sfonderà il tetto dei 2 miliardi. Per gli azionisti, la solidità di questi conti si traduce in un imminente e sostanzioso incremento della cedola, previsto in rialzo del 21% nel 2026.
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