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TSMC scommette altri 100 miliardi sull’Arizona: profitti record e boom AI spingono l’investimento USA a 265 miliardi

Lug 16, 2026 | Aziende

Il colosso taiwanese dei chip annuncia quattro o più nuove fabbriche negli Stati Uniti mentre l’utile del secondo trimestre vola del 77% a un massimo storico di 22 miliardi di dollari

TSMC investirà altri 100 miliardi di dollari in Arizona. L’annuncio è arrivato oggi dal presidente e amministratore delegato C.C. Wei durante la conference call sui risultati trimestrali, e porta l’investimento complessivo del gruppo nello Stato americano a 265 miliardi di dollari, il più grande investimento estero diretto mai realizzato nella storia degli Stati Uniti.

Quattro fabbriche in più, e forse di più

I nuovi capitali serviranno a costruire “quattro o più” stabilimenti in Arizona, dedicati alle tecnologie a 2 nanometri e inferiori, oltre a impianti di packaging avanzato. “Questo serve a costruire diversi o più impianti logici per la tecnologia a 2 nanometri in produzione di massa, oltre a fabbriche di packaging avanzato per sostenere la forte domanda pluriennale dei nostri principali clienti americani”, ha spiegato Wei.

I 100 miliardi si aggiungono ai 165 miliardi già annunciati per gli impianti dello Stato. La mossa arriva sulla scia dell’accordo commerciale tra Taiwan e l’amministrazione Trump, che ha ridotto al 15% i dazi sui beni taiwanesi e ha previsto 250 miliardi di investimenti taiwanesi negli Stati Uniti. “Crediamo che questo investimento contribuirà a sviluppare ulteriormente l’ecosistema americano dei semiconduttori, a rafforzare la catena di fornitura e a sostenere un numero crescente di posti di lavoro high-tech e ben retribuiti”, ha aggiunto l’azienda.

Il segnale è duplice: da un lato la fiducia nella durata del ciclo dell’intelligenza artificiale, dall’altro una diversificazione geografica che allontana progressivamente il baricentro produttivo dall’isola di Taiwan, pur restando quest’ultima il cuore tecnologico del gruppo.

Il trimestre: numeri fuori scala

L’annuncio arriva accompagnato da una trimestrale che ha travolto le attese. L’utile netto è salito del 77,4% su base annua a 706,56 miliardi di dollari taiwanesi (circa 22 miliardi di dollari), contro i 632,64 miliardi stimati dagli analisti. È il quinto trimestre consecutivo di profitti record, e batte il precedente primato di 572,48 miliardi fissato nei primi tre mesi del 2026. Si tratta inoltre del nono trimestre di fila con crescita a doppia cifra percentuale.

I ricavi hanno raggiunto 1,27 trilioni di dollari taiwanesi (39,45 miliardi di dollari), in aumento del 36% rispetto ai 933,79 miliardi di un anno fa. I margini raccontano da soli la posizione dominante dell’azienda: margine lordo al 67,7%, margine operativo al 60,3% e margine netto al 55,6%.

Il mix tecnologico conferma dove si concentra il valore. Nel trimestre i 2 nanometri hanno rappresentato il 3% dei ricavi da wafer, i 3 nanometri il 30%, i 5 nanometri il 33% e i 7 nanometri l’11%. Complessivamente, le tecnologie avanzate, 7 nanometri e inferiori, hanno pesato per il 77% dei ricavi da wafer.

Capex in rialzo e outlook 2030

La vera misura della convinzione del management sta nel budget di spesa. Il capex 2026 è stato alzato a una forchetta tra 60 e 64 miliardi di dollari, contro la guidance precedente che indicava la parte alta di un intervallo tra 52 e 56 miliardi, un incremento fino al 14%. Per il terzo trimestre l’azienda prevede ricavi tra 44,6 e 45,8 miliardi di dollari, con un margine operativo tra il 56% e il 58%.

“I nostri clienti e i clienti dei nostri clienti, che sono principalmente i fornitori di servizi cloud, continuano a darci segnali molto forti e prospettive positive”, ha detto Wei. “La nostra convinzione nel megatrend pluriennale dell’AI resta molto alta.” L’azienda prevede che la domanda trainata dall’intelligenza artificiale resterà robusta fino al 2030.

Il rovescio della medaglia

Non tutto è euforia. Secondo Sravan Kundojjala, analista di SemiAnalysis, il boom della memoria sta comprimendo il business non-AI di TSMC: i mercati finali consumer e sensibili al prezzo hanno accusato il colpo dell’aumento dei prezzi della memoria e della scarsità di componenti. Lo stesso analista osserva che l’azienda dispone di una leva sui prezzi ben superiore a quella che sta effettivamente esercitando, un aumento selettivo dei listini che resta deliberato piuttosto che opportunistico, per tenere i margini sani senza strozzare i clienti.

Sullo sfondo, la scala del fenomeno. La capitalizzazione di TSMC sfiora ormai 1,97 trilioni di dollari, quasi il doppio della rivale sudcoreana Samsung Electronics, un primato che ne fa la società più preziosa dell’Asia e il termometro più affidabile della domanda globale di semiconduttori. “Il megatrend AI continua a richiedere sempre più capacità di calcolo”, ha sintetizzato Wei. Per ora, il mercato gli sta dando ragione.

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