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Goldman Sachs, utili record e ROE al 23,5%: il trimestre è ottimo, la scommessa è che duri

Lug 16, 2026 | Trimestrali

THE GOLDMAN SACHS GROUP, INC.
NYSE: GS
Periodo: 2Q26 (chiuso al 30 giugno 2026)
PROFILO AZIENDALE
Prezzo Azione: $1.097,74 Market Cap: ~$339,9 Mld

Goldman Sachs (GS) è una banca d’investimento globale organizzata in tre segmenti: Global Banking & Markets, Asset & Wealth Management e Platform Solutions. Serve clienti istituzionali, corporate, governi e clienti privati con advisory, trading, financing e gestione patrimoniale.

Vantaggio Competitivo (Moat): Non è un singolo prodotto, ma la somma di relazioni istituzionali globali, reputazione nel deal-making, piattaforme di trading e financing, scala e capitale umano specialistico. Un brand fortissimo presso corporate, governi e investitori istituzionali.

Frizione Strategica: Circa il 76% dei ricavi del trimestre nasce da Global Banking & Markets, un motore potentissimo ma ciclico. La sfida è dimostrare che questi utili non sono di picco e far crescere la componente ricorrente (fee AWM) per giustificare un Price/Book vicino a 3x.

ELEVA SCORE

IL NOSTRO PUNTEGGIO

L’Eleva Score è la nostra sintesi della qualità e della direzione dell’azienda in un singolo numero.

Nota (6/9): Un punteggio di 6 su 9 va letto come “solido, con verifiche ancora aperte”. Il voto è sorretto da tre pilastri fortissimi: redditività record (ROE 23,5% e ROTE 25,5%, molto sopra il target through-the-cycle 14-17%), efficienza in miglioramento (efficiency ratio al 57,4%, 6 punti meglio dell’anno scorso) e una base azionaria in calo grazie ai buyback. A tenere il punteggio sotto il massimo sono due caselle che non si possono ancora chiudere: manca il 10-Q del Q2, quindi Cash Flow Operativo e accrual quality restano N/D. Si aggiunge un peggioramento dell’uso del bilancio: lo SLR scende da 4,7% a 4,3% mentre asset e rischio di mercato aumentano. In sintesi: la redditività è eccellente, ma la verifica sulla cassa è rimandata.

6 / 9
Esito Solido
In parole semplici

L’Eleva Score riassume in un solo numero la “salute fondamentale” dell’azienda in quel trimestre. Un voto basso non significa “azienda che perde soldi”, ma “trimestre con più ombre che luci”. È un punto di partenza per orientarsi, non un giudizio definitivo sul titolo.

GUIDANCE E METRICHE
EPS Stimato FY26
$60,44
Consensus, non guidance aziendale
EPS Stimato FY27
$67,34
Crescita attesa +11,4% YoY
ROTE 2Q26
25,5%
Target ciclico: 15%-17%
Forward P/E 2026
~18,2x
Price/Book a ~2,99x
Come leggere questi numeri

La Guidance è la “promessa” che il management fa al mercato sui risultati futuri. Quando viene alzata, è un segnale di fiducia; quando resta ferma, il mercato la interpreta come prudenza. Attenzione: Goldman non pubblica una guidance quantitativa classica. I numeri qui sopra sono stime degli analisti (consensus), non promesse dell’azienda: l’unico segnale prospettico dato dal management è il backlog di investment banking in aumento.

ESECUZIONE

DATI CONSOLIDATI (2Q26)

VoceValoreTrendNote
Net Revenues 2Q26$20,34 B+39% YoYRicavi record, +18% anche sul trimestre precedente. Una crescita di questa entità in una banca non è “esecuzione ordinaria”: è il ciclo dei mercati dei capitali che si riapre e Goldman che lo cavalca meglio di altri.
Net Earnings 2Q26$6,63 B+78% YoYMargine netto del 32,6% (cioè ~33 centesimi di utile ogni dollaro di ricavo). L’utile cresce il doppio dei ricavi: è la leva operativa di una banca d’affari quando i volumi tornano.
Diluted EPS 2Q26$20,98+92% YoYL’EPS quasi raddoppia. Cresce più dell’utile (+78%) perché nel frattempo il numero di azioni è sceso: parte del merito è dei buyback, non solo del business.
ROE / ROTE Annualizzato23,5% / 25,5%+10,7 / +11,9 ppRitorni sul capitale ben oltre il target dichiarato (14-16% e 15-17%). È il numero che giustifica il Price/Book elevato — ma solo se regge.
Cash Flow (OCF) 2Q26N/DDa verificareManca il 10-Q del Q2, quindi il cash flow statement non è disponibile. È il test più importante che resta aperto: senza, non si può chiudere il giudizio sulla qualità degli utili.
Efficiency Ratio 2Q2657,4%-6,0 pp YoYSu ogni 100 dollari di ricavi, 57,4 se ne vanno in costi. Sei punti in meno dell’anno scorso: i ricavi sono cresciuti molto più in fretta della base costi.
I termini in breve

Ricavi = tutto ciò che entra dalle vendite. Utile Netto = ciò che resta dopo tutti i costi. Cash Flow Operativo (OCF) = la cassa vera generata dall’attività. Quando l’OCF supera di molto l’utile netto, di solito è un buon segnale di solidità.

ANALISI OPERATIVA PER SEGMENTO (2Q26)

SegmentoRicavi Q2CrescitaNote Operative
Global Banking & Markets$15,52 B+53% YoYIl 76,3% dei ricavi totali. Trainato da Equities ($7,42B, +72% YoY), FICC ($4,59B) e investment banking fees ($3,40B). Eccellente, ma è il segmento più ciclico: accelera in fretta e si normalizza altrettanto in fretta.
Asset & Wealth Management$4,60 B+20% YoYIl 22,6% dei ricavi. La parte pregiata sono le management fees ($3,36B), ricorrenti e prevedibili. AUS record a $4,04 Trilioni con $230B di inflow netti nel trimestre.
Platform Solutions$0,22 B-64% YoYSolo l’1,1% dei ricavi. Il crollo deriva dai markdown sul portafoglio Apple Card, spostato a “held for sale” nel 4Q25. Ormai è rumore contabile, non più parte della tesi d’investimento.
ROE vs Target23,5% vs 14-16%Sopra targetPer una banca il ROE conta più del ROIC. Nel 2025 era al 15,0%, nel 1Q26 al 19,8%, ora 23,5%: accelerazione netta. La domanda non è “è alto?”, ma “quanto dura?”.
Cosa significa

Operating Margin = quanto guadagna l’azienda per ogni 100 dollari di vendite, prima di interessi e tasse: più è alto, più il business è redditizio. Nelle banche si usa invece l’efficiency ratio (costi / ricavi): più è basso, meglio è. Il ROE misura quanto rende il capitale degli azionisti: per una banca d’investimento è la metrica-chiave.

VISUALIZZAZIONE GRAFICA

NET REVENUES TRIMESTRALI ($B)

2Q25 vs 1Q26 vs 2Q26
Cosa mostra: Un’accelerazione a due velocità: +39% rispetto allo stesso trimestre dell’anno scorso e +18% rispetto al trimestre precedente, fino a $20,3 Mld. Per dare un ordine di grandezza: circa $5,7 miliardi di ricavi in più in dodici mesi, ottenuti senza comprare nessuno.
Perché conta: A differenza di una telco o di un’azienda di beni di consumo, qui non esiste un “abbonamento” che garantisce il fatturato. Ogni dollaro va riconquistato ogni trimestre: dipende da quante aziende decidono di quotarsi, fondersi o farsi finanziare, e da quanto i clienti istituzionali tradano. È crescita guadagnata, ma non promessa.
Cosa implica: Questa è la fotografia del ciclo favorevole. Il rischio speculare è che l’aritmetica funzioni anche al contrario: se il mercato dei capitali si raffredda, gli stessi ricavi possono scendere del 30-40% in pochi trimestri senza che l’azienda abbia sbagliato nulla. Va letto come “trimestre eccellente”, non come “nuova base di partenza”.

ROE E ROTE VS TARGET CICLICO (%)

Qualità dei Ritorni
Cosa mostra: Una “forbice” spalancata tra i ritorni effettivi (ROE 23,5% e ROTE 25,5%) e il target through-the-cycle che Goldman stessa si è data (14-16% e 15-17%). L’azienda sta rendendo circa una volta e mezza quello che considera il suo livello normale.
Perché conta: Nota metodologica importante: per una banca il confronto classico Utile Netto vs Cash Flow Operativo non è ricostruibile in questo trimestre, perché manca il 10-Q del Q2 e con esso il rendiconto finanziario. Al suo posto usiamo ROE/ROTE contro il target: è il test di qualità più significativo per un’istituzione finanziaria, dove la “cassa” ha un significato diverso rispetto a un’azienda industriale.
Cosa implica: Qui sta il vero bivio del titolo. Se il ROE resta sopra il 20%, il Price/Book quasi a 3x è difendibile. Se rientra verso il 14-17% dichiarato, quello stesso multiplo diventa difficile da giustificare e il mercato tende a comprimerlo. La distanza dal target non è un merito: è una scommessa sulla sua durata.
Perché la “forbice” conta

Confrontare utile netto e cash flow operativo serve a capire la qualità degli utili: se la cassa generata è molto superiore all’utile contabile, i profitti sono “veri” e sostenibili. In questo trimestre quel test non è chiudibile (manca il 10-Q), quindi lo sostituiamo con il confronto tra ritorni realizzati e target dichiarato dall’azienda.

COSTRUZIONE EPS TTM ($)

Riconciliazione FY25 → TTM
Cosa mostra: Il ponte che porta dall’EPS 2025 di $51,32 all’EPS degli ultimi dodici mesi di $64,76. Il calcolo è trasparente: si toglie il primo semestre 2025 ($25,07, sostituito) e si aggiunge il primo semestre 2026 ($38,51). Il salto vale +$13,44 per azione, cioè +26%.
Perché conta: Questo non è un aggiustamento “Adjusted” del management: sono tutti dati GAAP. La ricostruzione serve a fotografare la redditività attuale invece di quella dell’anno solare passato, che ormai sottostima il business di quasi un quarto.
Cosa implica: È esattamente il motivo per cui il P/E sul TTM (16,95x) risulta più basso del forward P/E 2026 (18,16x) — situazione insolita. Tradotto: il consensus si aspetta che l’EPS di quest’anno ($60,44) sia inferiore agli ultimi dodici mesi. Il mercato, in altre parole, sta già scontando una normalizzazione.
GAAP vs “Adjusted”

Il dato GAAP segue le regole contabili ufficiali. Il dato Adjusted (Core) è la versione “ripulita” dal management da voci straordinarie. È utile per confrontare i trimestri, ma va guardato con occhio critico: non tutto ciò che viene “escluso” è davvero irrilevante. In questo report i numeri di Goldman sono GAAP; l’unica misura non-GAAP rilevante è il ROTE.

COMPOSIZIONE RICAVI 2Q26 ($B)

La concentrazione del trimestre
Cosa mostra: Una torta fortemente sbilanciata: Global Banking & Markets ($15,52B, 76,3%), Asset & Wealth Management ($4,60B, 22,6%) e Platform Solutions ridotto a un residuo ($0,22B, 1,1%).
Perché conta: Tre quarti dei ricavi arrivano dalla parte più ciclica del gruppo. Dentro GBM, il pezzo più grande è Equities ($7,42B, cresciuto del 72% in un anno): significa che circa un terzo dell’intero trimestre dipende dall’intensità dell’attività di trading dei clienti — la voce meno prevedibile di tutte.
Cosa implica: La fetta che conta davvero per la stabilità futura è la più piccola e la più lenta: le management fees di AWM ($3,36B). Sono ricorrenti e sostenute da AUS record a $4,04 Trilioni con $230B di nuovi flussi. Finché quella fetta non cresce di peso, Goldman resta un’azienda di qualità in un business che decide il proprio anno in base al ciclo, non alla propria volontà.
ALLOCAZIONE CAPITALE & VALUTAZIONI

ALLOCAZIONE CAPITALE

  • Dividendo in Crescita: La cedola trimestrale sale da $4,50 a $5,00 per azione ($20,00 annui, yield 1,82%). Il payout ratio sull’EPS TTM è appena del 30,9%: c’è ampio margine, il dividendo non è sotto stress.
  • Buyback Aggressivi e Ben Eseguiti: $4,00 Mld nel solo Q2 (4,1M di azioni a un prezzo medio di $984,57). Rilevante: è un prezzo inferiore agli attuali $1.097,74, quindi il riacquisto è stato eseguito bene. Le azioni diluite scendono a ~305M da 324,5M di un anno fa.
  • Capitale Totale Restituito: $5,36 Mld nel trimestre (buyback + dividendi), pari a un capital return yield dell’1,58% in tre mesi. Un ritmo di restituzione molto sostenuto.
  • Il Rovescio della Medaglia: CET1 migliora (da 12,5% a 12,9%), ma lo SLR scende da 4,7% a 4,3% e il VaR medio giornaliero sale da $112M a $120M. Non è un allarme, ma il bilancio viene usato di più e il rischio di mercato aumenta mentre si restituisce capitale.

VALUTAZIONE

  • P/E TTM e Forward: 16,95x sugli ultimi dodici mesi, 18,16x sul 2026 stimato, 16,30x sul 2027. Non sono multipli estremi se gli utili restano vicini ai livelli attuali. Il fatto che il forward 2026 sia più alto del TTM dice che il consensus si aspetta un anno leggermente inferiore agli ultimi dodici mesi.
  • Price / Book: ~2,99x. Qui il titolo non è a sconto. Con un book value per azione di $367,67 contro un prezzo di $1.097,74, il mercato paga quasi tre volte il patrimonio contabile: sta già scontando un ROE alto e duraturo.
  • Earnings Yield: ~5,90%. Il rovescio del P/E: l’utile “rende” quasi il 6% sul prezzo. Un livello equilibrato, né da occasione né da bolla.
  • Mean Reversion: Non calcolabile con rigore — servirebbe la serie storica completa dei multipli P/E, P/B e P/TBV di GS e dei peer. Lettura qualitativa: il mercato prezza Goldman come franchise di alta qualità in fase di ciclo forte. Se ROE/ROTE rientrano nel target 14-17%, il rischio è la compressione del Price/Book; se il ROE resta sopra il 20%, i multipli attuali reggono.
Valutazione in breve

Il P/E (Prezzo/Utili) dice quanto paghi oggi per ogni dollaro di utile annuo dell’azienda: un P/E basso può indicare un titolo “a sconto” oppure un mercato scettico sulla crescita. Non va mai letto da solo, ma incrociato con crescita, debito, margini e generazione di cassa. Per le banche si aggiunge il Price/Book (prezzo diviso patrimonio netto per azione): è la metrica più rivelatrice, perché un P/B alto ha senso solo se il ROE è alto e sostenibile.

QUADRO VALUTATIVO

Driver Strategici

  • Motore GBM in Piena Accelerazione: $15,52 Mld di ricavi (+53% YoY) con Equities a +72%. Quando il ciclo dei mercati dei capitali è favorevole, nessuno lo intercetta con questa potenza.
  • Ritorni sul Capitale Fuori Scala: ROE 23,5% e ROTE 25,5%, contro un target dichiarato di 14-16% e 15-17%. È la prova della capacità di monetizzare la franchise.
  • AWM come Contrappeso Ricorrente: AUS record a $4,04 Trilioni con $230B di inflow netti e management fees a $3,36 Mld. È la parte che può rendere Goldman meno ciclica nel tempo.

Rischi Principali

  • Ciclicità Concentrata: Il 76% dei ricavi viene da GBM. Se trading, underwriting, M&A o prime financing rallentano, il trimestre si normalizza rapidamente — senza che l’azienda abbia sbagliato nulla.
  • Price/Book Tirato: A ~2,99x book, il titolo incorpora una fiducia piena nella sostenibilità del ROE sopra il 20%. Un ritorno verso il target 14-17% comprimerebbe il multiplo.
  • Bilancio Più Sfruttato: Lo SLR scende da 4,7% a 4,3% mentre asset totali ($2,128T) e VaR medio ($120M) salgono. Da monitorare, insieme ai vincoli regolatori da G-SIB.
  • Qualità Cash Non Verificata: Senza il 10-Q del Q2, il test più severo sulla qualità degli utili resta aperto.

Catalizzatori

  • Backlog IB in Aumento: Il portafoglio di commissioni di investment banking è cresciuto sia sul 1Q26 sia su fine 2025. È l’unico vero segnale prospettico che il management abbia dato.
  • Riapertura di M&A e IPO: Un mercato dei capitali più attivo alimenterebbe direttamente advisory ed underwriting.
  • Conferma nel 10-Q: Un rendiconto finanziario del Q2 che validi la qualità cash degli utili chiuderebbe le due caselle mancanti dello score.
  • Continuità su Buyback e Dividendo: CET1 in miglioramento a 12,9% e payout al 30,9% lasciano spazio per proseguire la restituzione di capitale.
Driver, Rischi e Catalizzatori

I Driver sono le forze che spingono l’azienda; i Rischi sono ciò che può frenarla; i Catalizzatori sono eventi che, se si verificano, possono far rivalutare il titolo dal mercato. È la mappa “cosa può andare bene / cosa può andare male”.

ELEVA ESITO

3 Punti di Forza

  • ROE 23,5% e ROTE 25,5% (sopra target)
  • Ricavi ed EPS Record (+39% / +92% YoY)
  • AUS Record ($4,04T) e Buyback Ben Eseguiti

3 Punti di Debolezza

  • 76% dei Ricavi da Business Ciclico (GBM)
  • Price/Book Tirato (~2,99x)
  • Cash Flow Q2 Non Verificabile (manca il 10-Q)
PROSPETTIVE
Prospettiva Strategica (3-12 mesi): In sintesi, prima del dettaglio: Goldman è un’azienda di qualità elevata che sta vivendo un trimestre eccezionale — e il punto non è se sia brava, ma quanto duri il vento a favore. Ricavi record ($20,3 Mld), EPS record ($20,98), ROE al 23,5% e ROTE al 25,5%, ben oltre il target che l’azienda stessa considera normale attraverso il ciclo (14-17%). Il trimestre conferma che, quando i mercati dei capitali si riaprono, poche franchise al mondo sanno monetizzarlo così. La frizione è però strutturale: circa il 76% dei ricavi arriva da Global Banking & Markets — advisory, underwriting, FICC ed Equities — cioè dalle attività che generano moltissimo nei momenti buoni ma non vanno capitalizzate come se fossero ricavi difensivi e ricorrenti. La parte davvero ricorrente, le management fees di AWM, cresce bene ($3,36 Mld, AUS record a $4,04 Trilioni) ma pesa ancora poco. Sulla valutazione il verdetto è doppio: a ~17x utili TTM il titolo non è caro; a ~2,99x il book value è invece tirato, perché quel multiplo esiste solo finché il mercato crede che il ROE resti sopra il 20%. Cosa aspettarsi: nei prossimi 3-12 mesi la decisione non dipende dalla qualità dell’azienda — quella è accertata — ma da tre verifiche precise. La tenuta del ciclo investment banking e trading (il backlog in aumento è un buon segnale, non una garanzia), la sostenibilità del ROE sopra 20%, e la conferma nel 10-Q del Q2 della qualità cash degli utili. Se le tre reggono, il Price/Book si difende; se il ciclo si normalizza, il rischio non è l’utile — è il multiplo.
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