Il colosso coreano dei chip di memoria fissa oggi il prezzo dei suoi ADR. Debutto sul Nasdaq il 10 luglio, con l’AI a trainare l’appetito degli investitori.
La più grande scommessa dell’anno sui chip per l’intelligenza artificiale ha trovato conferma nei numeri. La domanda per la vendita di azioni statunitensi di SK Hynix, da 28 miliardi di dollari, è risultata più di sette volte superiore alle azioni disponibili, secondo una fonte vicina all’operazione citata da Reuters. Un dato che fotografa l’enorme fame degli investitori per una delle aziende più strategiche della filiera dell’AI.
Il collocamento riguarda 177,9 milioni di American depositary receipts e, per dimensioni, si candida a essere la seconda maggiore vendita di azioni al mondo dopo l’IPO record da 85,7 miliardi di dollari di SpaceX del mese scorso.

A comporre l’ordine sono stati investitori istituzionali come fondi long-only globali, fondi focalizzati sul settore tecnologico, fondi sovrani e investitori globali orientati all’Asia. Pesi massimi già in prima fila: Baillie Gifford Overseas, i fondi gestiti da Coatue Management e Situational Awareness Partners hanno manifestato interesse per un totale fino a 7 miliardi di dollari di ADR.
Il motore di tutto è noto. SK Hynix ha costruito la sua fortuna diventando il fornitore più ricercato di chip di memoria ad alta larghezza di banda (HBM), frutto di 14 anni di scommesse che le sono valse scetticismo e derisione ma che alla fine l’hanno messa al centro della corsa all’oro globale dell’AI. Il legame con Nvidia è il perno della strategia: il CEO Jensen Huang ha dichiarato il mese scorso che SK Hynix resterà il principale partner del produttore americano di chip AI, aggiungendo che l’attuale carenza di memorie durerà ancora qualche anno. I proventi serviranno proprio a questo: finanziare nuove fabbriche e attrezzature per far fronte alla domanda crescente di chip per l’AI.
C’è anche una posta in gioco strategica. La quotazione statunitense dovrebbe aiutare SK Hynix a colmare il divario di valutazione con la rivale americana Micron, che pur avendo quote di mercato inferiori sui prodotti chiave beneficia dell’accesso diretto al più grande bacino di investitori al mondo.

Non mancano le ombre. La domanda è rimasta solida nella stessa settimana in cui il KOSPI sudcoreano è brevemente scivolato in un mercato ribassista tecnico, trascinato proprio dalle perdite di SK Hynix e Samsung. Il titolo è calato di circa un quarto nelle ultime due settimane, ma resta comunque su del 680% negli ultimi dodici mesi. Segno di quanto la concentrazione sia diventata rischiosa: Samsung e SK Hynix valgono oggi circa metà del peso complessivo del KOSPI, contro un quarto di un anno fa.
Qualche analista invita alla prudenza sugli effetti domestici. Secondo Lee Min-hee di BNK Investment & Securities, contrariamente ad alcune attese di mercato, la quotazione USA non dovrebbe tradursi in una spinta significativa per le azioni locali, che continuano a scontare il cosiddetto “Korea discount”.
Sul calendario: SK Hynix fisserà oggi il prezzo finale dell’offerta e gli ADR debutteranno sul Nasdaq il 10 luglio. Il titolo negozierà sotto il ticker SKHY.





