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Le grandi banche USA verso trimestrali record martedì, spinte dai consumi e dal boom dei mercati sull’AI

Lug 12, 2026 | Finanza

Martedì 14 luglio Wall Street entra nel vivo la stagione delle trimestrali con il piatto forte: JPMorgan Chase, Goldman Sachs, Bank of America, Wells Fargo e Citigroup pubblicano tutte i conti del secondo trimestre 2026 prima dell’apertura dei mercati. Un evento reso ancora più delicato dal fatto che coincide con la diffusione del dato sull’inflazione di giugno.

Gli analisti arrivano all’appuntamento decisamente ottimisti. Mike Mayo di Wells Fargo si aspetta che le banche riportino una crescita degli utili del secondo trimestre vicina al 20%, sostenendo che i grandi istituti si trovano a meno di metà di un ciclo di crescita quadriennale. A trainare i conti sarebbero due motori: i consumi americani, ancora robusti, e un’attività dei mercati dei capitali sorprendentemente vivace.

Il ruolo dell’intelligenza artificiale

La vera novità di questo trimestre è quanto l’AI stia alimentando la macchina delle grandi banche. L’attività sui mercati dei capitali è stata forte in gran parte proprio grazie all’intelligenza artificiale, con la volatilità legata alla guerra in Iran e il rally dei titoli dei chip a gonfiare i volumi di trading. Gli analisti di Bank of America hanno citato una forza sorprendente dell’attività sui mercati dei capitali per alzare target di prezzo e stime su diversi grandi istituti, tra cui JPMorgan, Citigroup e Morgan Stanley. Le mega-banche stanno beneficiando di mega-IPO, mega-fusioni e mega-finanziamenti e non a caso molte di queste banche figurano come lead bookrunner delle prossime quotazioni di OpenAI e Anthropic.

I numeri attesi

Le stime di consenso raccontano un trimestre in salute diffusa. JPMorgan è attesa a utili rettificati di circa 5,62 dollari per azione su ricavi di 49,5 miliardi, con la stima di consenso rivista al rialzo del 3,7% nelle ultime quattro settimane. Il colosso guidato da Jamie Dimon resta il metro di paragone: ha battuto le attese sugli utili in ognuno degli ultimi otto trimestri. Citigroup dovrebbe riportare 2,65 dollari per azione con una crescita annua del 35%, mentre Goldman Sachs è attesa a circa 14 dollari per azione, in aumento del 28%. Bank of America è prevista a 1,11 dollari per azione su 30,26 miliardi di ricavi, con una crescita del 25% circa.

I consumi tengono

Sullo sfondo, Main Street continua a spendere. La spesa dei consumatori americani a giugno ha registrato la crescita più forte da aprile 2022, un segnale che sostiene le stime sul reddito da interessi netti. Contribuisce anche il credito alle imprese: i prestiti commerciali e industriali sono cresciuti a un ritmo annualizzato del 15,9% ad aprile, superando il 12,2% del primo trimestre, prima di moderarsi al 10,9% di maggio.

Il nodo dei tassi

Il grande interrogativo resta la Federal Reserve. Gli analisti di Bank of America ora si aspettano nessuna variazione dei tassi fino a dicembre, una posizione che li colloca in minoranza, dato che la maggioranza degli investitori prevede ancora almeno un rialzo entro l’anno. Il margine di interesse netto (NIM) sarà la metrica più osservata: indica lo spread tra ciò che le banche guadagnano su prestiti e investimenti e ciò che pagano sui depositi.

Attenzione all’effetto “sell the news”

Nonostante l’ottimismo, i titoli restano a sconto. La maggior parte delle banche tratta intorno a 12 volte gli utili, contro le 22 volte dell’S&P 500, con l’ETF SPDR S&P Bank vicino ai massimi storici e in rialzo del 12% nel 2026. Ma i guadagni non sono uniformi: Wells Fargo cede l’8% da inizio anno, mentre Citi guadagna il 17%. Il rischio è che il buono sia già nei prezzi. “Gli utili del secondo trimestre sono già scontati, il che potrebbe portare a una reazione di tipo ‘sell the news'”, ha avvertito Glenn Schorr di Evercore ISI.

Lo scenario più probabile, secondo diversi osservatori, è che i risultati confermino il trend costruttivo più che ribaltarlo. Le banche battono le attese con regolarità e le revisioni delle stime puntano nella direzione giusta. Ma con l’asticella così alta e il dato sull’inflazione in arrivo lo stesso giorno, martedì promette scintille.

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