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Guerra di offerte per easyJet: Apollo scippa l’accordo a Castlelake con un’offerta da 7,7 miliardi di dollari

Lug 10, 2026 | Aziende

Il titolo easyJet è balzato di oltre il 14% alla riapertura dei mercati venerdì 10 luglio, dopo che la compagnia low cost britannica ha annunciato di aver accolto in via di principio una proposta di acquisizione a sorpresa da Apollo Global Management. Le azioni hanno toccato circa 6,75 sterline nella mattinata, il livello più alto da inizio 2022, pur restando sotto il prezzo dell’offerta di Apollo.

L’offerta del colosso americano del private equity vale 5,7 miliardi di sterline (circa 7,7 miliardi di dollari), pari a 7,15 sterline per azione, superiore alle 6,90 sterline per azione proposte da Castlelake e rese note il 4 luglio. Il consiglio di amministrazione di Luton ha immediatamente cambiato rotta: “L’offerta in contanti proposta garantisce un risultato superiore per gli azionisti di easyJet fornendo un valore in contanti più alto rispetto all’ultima proposta di Castlelake”, ha dichiarato easyJet, aggiungendo che il board “non è più intenzionato a raccomandare la proposta di Castlelake”.

Il colpo di scena di oggi

Il punto sorprendente è il tempismo. Solo domenica scorsa easyJet aveva accettato in linea di principio un’offerta da 5,5 miliardi di sterline da Castlelake. Nel giro di appena cinque giorni, quindi, la compagnia ha ribaltato la propria posizione, spinta da un rilancio che nessuno aveva visto arrivare. Apollo ha dichiarato di seguire easyJet “da molti anni”, continuando a considerarla “una delle attività più interessanti del settore dell’aviazione globale”.

Nessuna delle due offerte è però ancora vincolante. Secondo le regole britanniche sulle acquisizioni, Castlelake deve decidere entro il 3 agosto se presentare un’offerta ferma o ritirarsi, mentre Apollo ha tempo fino al 7 agosto. Lo scenario è quello di una potenziale guerra di rilanci tra due fondi americani.

Un dettaglio potrebbe rivelarsi decisivo. Apollo ha promesso di mantenere il marchio easyJet estendendo la licenza esistente con easyGroup, il veicolo del fondatore Sir Stelios Haji-Ioannou, che con la famiglia detiene circa il 15% della compagnia e incassa una royalty sui ricavi. Un impegno che potrebbe risultare determinante per conquistare l’azionista più influente.

Come si è arrivati fin qui

La vicenda è cominciata a fine maggio, quando Castlelake, reduce dal fallito tentativo di salvare la statunitense Spirit Airlines, poi collassata a maggio, ha rivolto le sue attenzioni a una easyJet indebolita. Il 29 maggio Castlelake ha reso pubblico il proprio interesse a un prezzo minimo di 403 pence per azione, che valutava easyJet circa 3,06 miliardi di sterline. Il board rispose definendo l’approccio “altamente opportunistico”.

Il titolo era crollato per ragioni precise. Le azioni easyJet avevano perso circa il 20% da inizio 2026, trascinate dai prezzi del carburante a 142 dollari al barile dopo l’escalation della guerra con l’Iran, prenotazioni più deboli e la retrocessione dal FTSE 100 al FTSE 250 a marzo.

Ne è seguito un serrato braccio di ferro. Castlelake ha presentato una prima offerta formale a 560 pence il 16 giugno, respinta con l’accusa di voler comprare la compagnia “a poco prezzo”, poi una seconda a 600 pence il 20 giugno e una terza, resa pubblica il 22 giugno, a 625 pence. Tutte bocciate all’unanimità dal consiglio, che contestava valutazioni basate su prezzi “condizionati dal conflitto mediorientale”.

La svolta è arrivata a fine giugno. Dopo il rifiuto della quarta offerta a 650 pence, easyJet ha aperto le negoziazioni concedendo accesso limitato ai dati commerciali e ottenendo una proroga della scadenza. Il 5 luglio le due parti hanno raggiunto un accordo di principio sui termini finanziari di un’offerta in contanti, quella da 6,90 sterline poi superata da Apollo.

Cosa c’è in gioco

La posta va oltre il prezzo. L’offerta di Apollo rappresenta un premio dell’81% rispetto alle 3,94 sterline a cui easyJet aveva chiuso il 28 maggio, ultima seduta prima che emergesse l’interesse di Castlelake, una valutazione che riflette quanto pesantemente il titolo fosse stato penalizzato. Le fondamenta industriali, però, restano solide: easyJet ha riportato una crescita degli utili del 9% nell’esercizio 2025 e un EBIT rettificato di 703 milioni di sterline.

Per passeggeri, dipendenti e regolatori, la vera domanda non è solo chi pagherà di più. L’ingresso di un proprietario di private equity, che tipicamente cerca ritorni più rapidi, potrebbe tradursi in un focus più netto su generazione di cassa, disciplina dei costi e razionalizzazione della rete, con effetti su tariffe, rotte marginali e investimenti sulla flotta di una delle più grandi low cost europee. Con due deadline di agosto all’orizzonte e Stelios ancora da convincere, la partita è tutt’altro che chiusa.

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