flexile-white-logo
M
Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors
Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors
Ricevi le News della settimana
Direttamente nella tua email ogni sabato i titoli di tutti i nuovi articoli della settimana Eleva!

Bending Spoons scalda i motori per Wall Street: l’unicorno italiano da 18,4 miliardi di dollari pronto a conquistare il Nasdaq

Lug 1, 2026 | Aziende

Oggi, 1° luglio 2026, è una data segnata sul calendario per un evento attesissimo per l’ecosistema tecnologico italiano: Bending Spoons, la scale-up fondata nel 2013, si prepara al suo esordio ufficiale sul listino tecnologico statunitense Nasdaq sotto il ticker azionario “BSP”. L’operazione transatlantica si preannuncia già come un autentico trionfo. Questa mattina è stato infatti comunicato che il prezzo delle azioni è stato fissato a 29 dollari, superando l’estremità superiore della forchetta inizialmente prevista di 26-28 dollari. Questo entusiasmo istituzionale nel pre-mercato permetterà alla società di raccogliere circa 1,68 miliardi di dollari, proiettando la valutazione complessiva dell’azienda alla considerevole quota di 18,4 miliardi di dollari.

La calorosa accoglienza di Wall Street, in un periodo in cui gli investitori si mostrano ancora cauti verso le aziende di software tradizionale, dimostra una solida fiducia nel peculiare modello di business dell’azienda milanese. Come ha sintetizzato il CEO Luca Ferrari, la strategia di Bending Spoons è un ibrido “tra una società di private equity e Google”. Invece di tentare di inventare da zero la prossima applicazione virale, l’azienda acquista marchi digitali storici ma in fase di stallo, applica una durissima ristrutturazione per abbattere i costi operativi e, infine, rilancia i prodotti affidandoli a un team di ingegneri interni (“Spooners”) che vi integrano avanzati algoritmi di Intelligenza Artificiale.

Negli ultimi mesi, questa vorace strategia di “roll-up” ha portato l’azienda a investire circa 4 miliardi di dollari per inglobare piattaforme in difficoltà ma forti di ampi bacini d’utenza. Nel vasto portafoglio di Bending Spoons figurano oggi icone del web come il pioniere di internet AOL (acquisito per 1,5 miliardi di dollari), la piattaforma di video sharing Vimeo (rilevata per 1,38 miliardi), oltre a brand noti come WeTransfer, Evernote, Eventbrite e l’azienda austriaca Tractive.

A placare i dubbi sui massicci debiti contratti per finanziare queste acquisizioni sono i formidabili risultati trimestrali depositati in vista della quotazione. I numeri del primo trimestre del 2026 mostrano un’accelerazione folgorante: i ricavi sono schizzati a 601 milioni di dollari (più del doppio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente) e l’azienda ha registrato un utile netto di 27,5 milioni di dollari, invertendo il profondo rosso da 112,2 milioni registrato nel primo trimestre del 2025.

L’onda d’urto dell’imminente IPO si sta già facendo sentire a Piazza Affari. Tamburi Investment Partners (TIP), la banca d’affari guidata da Giovanni Tamburi, sta beneficiando dell’entusiasmo vendendo solo una piccola porzione delle proprie quote. “Più dell’80% delle azioni ce le teniamo. La nostra quota scenderà solo marginalmente al 2,5-2,6%”, ha dichiarato Tamburi, assicurandosi un incasso di oltre 50 milioni di dollari e mantenendo un pacchetto azionario il cui valore teorico è ora colossale. Meno fortunato, col senno di poi, è stato il family office H14 (legato alla famiglia Berlusconi) che, uscito nel 2023 incassando circa 20-25 milioni di dollari per l’1% del capitale, vede oggi quella stessa quota valere quasi dieci volte tanto.

In attesa del suono della campanella a New York, i veri trionfatori della giornata si confermano i quattro fondatori italiani (Ferrari, Patarnello, Danieli e Querella). Partiti dalle ceneri di una startup fallita con appena 40.000 dollari in tasca, manterranno una solida presa sul controllo societario grazie a una struttura azionaria a voto plurimo e si preparano a fare ufficialmente il loro ingresso nel ristretto club dei miliardari della tecnologia.

Condividi questo articolo sui tuoi social

Di più da Eleva