flexile-white-logo
M
Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors
Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors
Ricevi le News della settimana
Direttamente nella tua email ogni sabato i titoli di tutti i nuovi articoli della settimana Eleva!

Antitrust contro Meta: scattano le misure cautelari per l’AI su WhatsApp

Nov 26, 2025 | Aziende

L’Autorità Garante amplia l’indagine e avvia la procedura d’urgenza: “Rischio di danni irreparabili per la concorrenza”. Nel mirino il blocco ai chatbot rivali scattato a ottobre.

ROMA, 26 Novembre 2025 – La battaglia per il controllo dell’Intelligenza Artificiale in Italia si sposta nelle aule dei tribunali amministrativi. Questa mattina, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha sferrato un colpo deciso contro il colosso di Menlo Park, notificando l’avvio di un sub-procedimento cautelare contro Meta. Non si tratta più solo di accertare un’infrazione, ma di intervenire subito per bloccarla.

Il Casus Belli: Le nuove regole di Ottobre

Al centro della tempesta c’è un aggiornamento silenzioso ma letale per la concorrenza. Secondo l’Antitrust, lo scorso 15 ottobre 2025, Meta ha modificato unilateralmente i WhatsApp Business Solution Terms. Le nuove clausole avrebbero di fatto eretto un muro digitale: le aziende non possono più utilizzare l’infrastruttura di WhatsApp per offrire servizi di chatbot basati su intelligenze artificiali “rivali” (come quelle di OpenAI o Anthropic).

L’accusa è chiara: Meta sta usando la sua posizione di monopolio nella messaggistica (dove WhatsApp è re incontrastato in Italia) per “uccidere nella culla” la concorrenza nel nascente mercato dell’assistenza via AI.  

Perché l’urgenza?

L’AGCM ha attivato l’articolo 14-bis della legge 287/90, uno strumento raro che serve a prevenire danni “gravi e irreparabili”. Il ragionamento dell’Autorità è che il mercato dell’AI corre troppo veloce per i tempi della giustizia ordinaria. Se si attendesse la fine dell’istruttoria (prevista per fine 2026), Meta avrebbe già cementato la sua posizione dominante, rendendo gli utenti “funzionalmente dipendenti” dal suo ecosistema e abituati a considerare Meta AI come l’unica opzione possibile.  

La strategia del “Tying”

L’indagine, avviata originariamente a luglio e ora estesa, contesta anche la pratica del tying (vendita abbinata). Integrando Meta AI direttamente nella barra di ricerca di WhatsApp, l’azienda sfrutta l’inerzia degli utenti. I dati raccolti da queste interazioni alimentano l’algoritmo di Meta, migliorandolo costantemente e creando un divario qualitativo che nessun concorrente — escluso dalla piattaforma — potrà mai colmare.  

La reazione e il contesto europeo

Mentre un portavoce di Meta ribadisce che l’azienda sta cooperando e che l’integrazione offre un servizio “gratuito e utile” agli utenti , il contesto legale si fa pesante. Solo poche settimane fa, la Commissione Europea ha multato il gruppo per quasi 800 milioni di euro per pratiche simili legate a Facebook Marketplace.  

La mossa dell’AGCM italiana potrebbe fare scuola in Europa: se confermate, le misure cautelari obbligherebbero Meta a riaprire immediatamente le porte di WhatsApp ai concorrenti, garantendo che la partita dell’Intelligenza Artificiale si giochi sulla qualità degli algoritmi e non sul possesso delle chat degli italiani.

Condividi questo articolo sui tuoi social

Di più da Eleva

Steve Jobs: non inseguire i soldi

In questa intervista Steve Jobs spiega che chi vuole aprire un’azienda non può farlo soltanto con lo scopo di lucrarci, in quanto il risultato finanziario dell’azienda è la conseguenza di un’idea rivoluzionaria e spesso sono...