Il colosso di Mountain View ha accettato di pagare 260 milioni di sterline (circa 303 milioni di euro) per risolvere una massiccia causa collettiva nel Regno Unito. L’azione legale, avviata per conto di migliaia di sviluppatori di app, accusava Alphabet, società madre di Google, di aver abusato della propria posizione dominante all’interno dell’ecosistema mobile.
Guidata dal professore universitario ed esperto di diritto della concorrenza Barry Rodger, la class action sosteneva che Google limitasse artificialmente la distribuzione di applicazioni tramite canali alternativi, imponendo agli sviluppatori commissioni ritenute ingiuste ed eccessive, che raggiungevano il 30% sugli acquisti digitali effettuati tramite il Play Store.
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