Oggi, 30 giugno 2026, il colosso cinese della manifattura elettronica Luxshare Precision Industry, noto a livello globale per essere uno dei principali assemblatori di Apple, ha ufficialmente aperto il bookbuilding per una massiccia quotazione secondaria sulla Borsa di Hong Kong. L’operazione punta a raccogliere fino a 24,27 miliardi di dollari di Hong Kong, equivalenti a circa 3,1 miliardi di dollari USA, candidandosi di fatto a diventare il più grande debutto azionario del 2026 nella città-stato asiatica.

L’azienda, che vanta già una solida presenza sulla piazza di Shenzhen con una capitalizzazione vicina agli 80 miliardi di dollari USA, offrirà agli investitori 383,5 milioni di azioni di classe H. Il prezzo massimo è stato fissato a 63,28 dollari di Hong Kong per azione, cifra che incorpora uno sconto del 16% rispetto all’ultima chiusura sul listino continentale. Le tempistiche prevedono la determinazione del prezzo finale per il 7 luglio, con l’inizio delle contrattazioni fissato per il 9 luglio. La struttura del collocamento è chiara: circa il 90% delle azioni sarà destinato agli investitori istituzionali internazionali, lasciando il restante 10% al mercato al dettaglio di Hong Kong.
A confermare l’alta affidabilità dell’operazione è la forte adesione da parte degli investitori “cornerstone”, i quali hanno già garantito l’acquisto di azioni per un valore complessivo di circa 1,5 miliardi di dollari USA in cambio di un periodo di lock-up di almeno sei mesi. Tra questi nomi di spicco figurano i fondi sovrani di Singapore Temasek e GIC, la Abu Dhabi Investment Authority (ADIA), Fidelity International e il gigante tecnologico cinese Tencent Holdings.
La mossa strategica di Luxshare va ben oltre la pura necessità di liquidità, delineando una profonda trasformazione del proprio modello industriale. Attualmente, l’elettronica di consumo (trainata principalmente dall’assemblaggio di iPhone e AirPods) rappresenta ancora quasi l’80% dei ricavi aziendali. Tuttavia, l’obiettivo dichiarato è utilizzare i capitali raccolti per finanziare una rapida espansione verso i settori dell’hardware per l’intelligenza artificiale, dei data center avanzati, dell’elettronica per l’automotive e della robotica umanoide. Luxshare ambisce a posizionarsi come fornitore chiave di componenti critici per l’infrastruttura IA, come i sistemi di interconnessione optoelettronica ad alta velocità e i moduli di raffreddamento a liquido.

I primi risultati di questa strategia di diversificazione sono già visibili: la divisione legata all’elettronica per auto ha visto triplicare il proprio peso sui ricavi totali, passando dal 3,9% all’11,8% nel 2025. L’ingresso a Hong Kong di Luxshare si inserisce in un vero e proprio “ingorgo” finanziario: solo nella giornata odierna, nove società (tra cui Chaozhou Three-Circle Group e Nexchip Semiconductor) hanno presentato istanza di quotazione, puntando a raccogliere collettivamente quasi 6 miliardi di dollari.
I mercati hanno reagito con estremo entusiasmo. Spronato dall’avvio della quotazione offshore e dal recente aggiornamento di JPMorgan, che ha alzato il target price del titolo da 82 a 97 yuan confermando il rating “Overweight”, il valore delle azioni di Luxshare a Shenzhen ha registrato un’impennata dell’8,1%. L’ottimismo è ampiamente giustificato dai fondamentali: nel 2025 i ricavi di Luxshare sono balzati del 24% raggiungendo i 332 miliardi di yuan, e per il secondo trimestre del 2026 il management stima un’ulteriore crescita dell’utile netto fino al 23,6%.





