Il mercato obbligazionario del Regno Unito è stato travolto da un’ondata di vendite che ha spinto i costi di indebitamento del governo ai massimi livelli registrati dalla grande crisi finanziaria del 2008. In un clima di forte volatilità, il rendimento dei Titoli di Stato britannici (Gilt) a 10 anni ha toccato e sfiorato la soglia critica del 5% (attestandosi al 4,94%), segnando un drammatico punto di svolta per le prospettive economiche del Paese.
A innescare questa vera e propria tempesta finanziaria è stata l’imprevedibile e brutale escalation del conflitto in Medio Oriente. I recenti attacchi condotti dall’Iran contro infrastrutture energetiche vitali, tra cui gli impianti per il gas naturale liquefatto (GNL) in Qatar e le raffinerie di petrolio in Kuwait, hanno generato il panico sui mercati globali delle materie prime. I prezzi del gas europeo hanno registrato balzi intraday fino al 25%, mentre il petrolio Brent si è spinto a testare i 117 dollari al barile. Questo shock energetico ha resuscitato prepotentemente lo spettro dell’inflazione, cancellando in pochi giorni le speranze degli investitori di assistere a una rapida e indolore discesa dei prezzi al consumo.






