Quella che doveva essere una tregua commerciale dal valore di 12 miliardi di dollari si è trasformata in un incubo burocratico. A meno di due mesi dal via libera condizionato del Presidente Donald Trump, le esportazioni dei super-chip H200 di Nvidia verso la Cina sono in una fase di stallo totale, bloccate da una faida interna all’amministrazione statunitense e da segnali contrastanti provenienti da Pechino.
Secondo quanto riportato ieri dal Financial Times e confermato da fonti di mercato oggi, il Dipartimento di Stato USA è intervenuto per fermare il processo di licenza che il Dipartimento del Commercio aveva già approvato. Al centro della disputa c’è il timore che i chip, essenziali per l’addestramento dell’Intelligenza Artificiale, possano essere facilmente dirottati verso usi militari, rendendo vane le garanzie commerciali.
Il dissenso interno
La situazione attuale dipinge una frattura netta a Washington. Da un lato, il Dipartimento del Commercio aveva finalizzato un piano che permetteva l’export in cambio di una tassa senza precedenti del 25% sulle entrate, destinata direttamente al Tesoro USA. Dall’altro, il Dipartimento di Stato ha posto il veto, ritenendo insufficienti i controlli sull'”utente finale” in un paese dove la fusione tra settore civile e militare è dottrina di stato.
“Il Commercio vede le entrate fiscali, lo Stato vede una minaccia alla sicurezza nazionale,” spiegano gli analisti. Questo blocco lascia in un limbo ordini per oltre 400.000 unità, richiesti dai giganti tecnologici cinesi come Alibaba, Tencent e ByteDance.
Caos ai confini
La confusione non è limitata a Washington. Report del 4 febbraio indicano che anche le autorità doganali cinesi hanno ricevuto istruzioni di bloccare l’ingresso dei chip Nvidia, in una mossa che appare come una ritorsione strategica o un tentativo di forzare l’adozione di soluzioni domestiche come quelle di Huawei.
La reazione di Wall Street è stata immediata. Le azioni Nvidia (NVDA) hanno chiuso in ribasso di quasi il 3% nella seduta del 3 febbraio, con una volatilità che prosegue nella giornata di oggi, portando il titolo a perdere oltre il 13% rispetto ai massimi di novembre.
Mentre i chip H200 restano nei magazzini, Nvidia sta già guardando oltre: indiscrezioni confermano che l’azienda è vicina a un investimento di minimo 20 miliardi di dollari in OpenAI, una mossa che servirebbe a blindare la domanda occidentale e ridurre la dipendenza dal sempre più incerto mercato cinese.





