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BCE: stop ai tagli oggi, ma l’inflazione potrebbe condurre ad aumenti dei tassi nel 2026

Dic 18, 2025 | MacroEconomia

L’attesa è finita, ma la vera sorpresa potrebbe non essere nel comunicato delle 14:15. Tra poche ore, il Consiglio Direttivo della Banca Centrale Europea svelerà le sue carte e tutto lascia presagire che, per la prima volta dopo otto riduzioni consecutive, la “giostra” dei tagli si fermerà.

Mentre i trader a Milano e Londra fissano i monitor in attesa della decisione, il consenso è quasi unanime: i tassi resteranno inchiodati al 2,00%. Ma non è l’immobilismo di oggi a preoccupare, quanto la tempesta che si sta addensando sui radar per il 2026. La domanda che circola nelle sale operative non è più “quando taglieranno ancora?”, ma “quando torneranno ad alzare?”.

La fine del ciclo espansivo?

Se le previsioni saranno confermate, Christine Lagarde sancirà oggi la fine dell’automatismo ribassista iniziato nel giugno 2024. L’inflazione, pur vicina al target, si sta dimostrando più vischiosa del previsto, soprattutto nel settore dei servizi. I mercati, che fino a pochi mesi fa scommettevano su una discesa verso l’1,5%, hanno dovuto fare i conti con la realtà: l’economia europea, seppur fragile, non sta crollando, togliendo alla BCE l’urgenza di stimolare ulteriormente.   

L’ombra dei “Falchi” sul 2026

Il vero brivido corre lungo la curva dei rendimenti futuri. Isabel Schnabel, voce autorevole dell’ala più rigorista della BCE, ha recentemente rotto un tabù: il prossimo movimento potrebbe essere un rialzo. Gli analisti di Deutsche Bank avvertono che lo scenario sta cambiando radicalmente per due motivi:

  1. La spesa pubblica: La Germania e altri stati UE si preparano a iniettare liquidità per difesa e infrastrutture, una mossa che potrebbe surriscaldare i prezzi.   
  2. L’effetto ETS2: Dal 2027, le nuove tasse ambientali europee spingeranno l’inflazione al rialzo. La BCE potrebbe decidere di muoversi d’anticipo, alzando i tassi già alla fine del 2026 per ancorare le aspettative.   

Mutui: Chiudere subito il tasso fisso

In attesa delle parole di Lagarde, per le famiglie italiane il quadro è un avvertimento lampante. Chi sperava in un ulteriore calo della rata del mutuo variabile rimarrà deluso: con i tassi fermi, l’Euribor non si muoverà dai livelli attuali. Per chi deve accendere un mutuo oggi, il consiglio degli esperti è perentorio: scegliere il fisso e farlo subito. L’IRS, l’indice che determina il costo dei mutui a tasso fisso, sta già salendo, anticipando i timori di un 2026 più “costoso”. La finestra dei tassi fissi convenienti si sta chiudendo proprio in queste ore.

I Mercati trattengono il respiro

A Piazza Affari, l’indice FTSE MIB viaggia cauto ma positivo (+0,25% in mattinata), sostenuto dalle banche che festeggiano la prospettiva di margini più alti a lungo. Lo spread BTP-Bund è incredibilmente calmo, attorno ai 69 punti base, un segnale che per ora gli investitori si fidano della tenuta dell’Italia.

Tutti gli occhi sono ora puntati sulle nuove proiezioni macroeconomiche che verranno rilasciate oggi. Se la BCE rivedrà al rialzo le stime di inflazione per il 2026 e 2027, come molti temono, sarà la conferma ufficiale: l’inverno dei tassi bassi non arriverà.

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