flexile-white-logo
M
Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors
Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors
Ricevi le News della settimana
Direttamente nella tua email ogni sabato i titoli di tutti i nuovi articoli della settimana Eleva!

Trump, grande rotazione di portafoglio: via Meta, dentro Berkshire Hathaway. E scoppia il caso etico sui conflitti d’interesse.

Ago 23, 2026 | Finanza

Con una mossa che ha scosso i mercati e sollevato un polverone politico, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha effettuato a giugno una massiccia rotazione del suo portafoglio finanziario, spostando capitali dai giganti tecnologici verso asset rifugio e legati all’economia tradizionale. A svelarlo è un recente documento dell’Office of Government Ethics (OGE), che ha certificato oltre 1.000 operazioni di trading nel solo mese di giugno 2026, con un controvalore stimato tra i 78,1 e i 263,1 milioni di dollari.

Il fulcro dell’operazione è datato 18 giugno. In una sola seduta, il portafoglio presidenziale ha liquidato pacchetti azionari di Meta Platforms e Motorola Solutions (per un valore compreso tra 1 e 5 milioni di dollari ciascuno), iniettando contestualmente liquidità in titoli dalla solidità storica. Entrano così nel portafoglio, con quote milionarie, Berkshire Hathaway e i circuiti di pagamento Visa e Mastercard.

Non si è trattato di una coincidenza. La mossa dal tempismo chirurgico è arrivata a ridosso dell’incontro della Federal Reserve guidata dal neo-presidente Kevin Warsh, che ha gelato i mercati confermando tassi di interesse elevati più a lungo del previsto (“hawkish pause”). Mentre le ingenti spese per l’Intelligenza Artificiale (con investimenti previsti da Zuckerberg fino a 145 miliardi) e le grane legali affossavano i margini e le aspettative di Meta, i gestori del patrimonio presidenziale si rifugiavano nei solidi dividendi dei titoli value. Pochi giorni dopo è seguita la transazione più grossa del mese: un’imponente vendita di quote dell’ETF Vanguard Dividend Appreciation per una cifra fino a 25 milioni di dollari.

Se la strategia difensiva su Meta può essere vista come una manovra accorta, i movimenti sul colosso del software per la difesa Palantir sollevano enormi interrogativi istituzionali. Il portafoglio presidenziale ha operato sul titolo in modalità di swing trading, vendendo massicciamente quote tra il 16 e il 18 giugno, appena dopo l’annuncio del cruciale accordo di pace tra Stati Uniti e Iran del 14 giugno. Una volta che i mercati hanno assorbito la notizia (che ha fatto temporaneamente calare i titoli del settore difesa), il conto è tornato a comprare.

La Casa Bianca, per voce del portavoce Davis Ingle, respinge ogni accusa di insider trading, sostenendo che le operazioni siano gestite autonomamente da modelli informatici. Tuttavia, l’assenza di un vero “blind trust” a norma di legge e la rapidità delle contrattazioni continuano ad alimentare i sospetti.

La controversia sconfina ben oltre il mercato azionario. Solo nel 2025, le iniziative legate alle criptovalute, tra cui la piattaforma World Liberty Financial e il token speculativo $TRUMP, hanno fruttato alla famiglia oltre 1,4 miliardi di dollari. Le connessioni di questi capitali con il fondo sovrano degli Emirati Arabi Uniti e con piattaforme sanzionate (come Binance, il cui fondatore ha ricevuto la grazia presidenziale) pongono un faro sulla commistione tra diplomazia e profitti privati.

Ad aggravare il quadro è la recente proposta di lanciare “Truth PSI”, un servizio a pagamento per fornire ai fondi di Wall Street l’accesso anticipato di pochi millisecondi ai messaggi social del Presidente, che spesso annunciano dazi o accordi commerciali improvvisi. Per gli esperti etici, si tratta del palese tentativo di trasformare in un abbonamento l’asimmetria informativa istituzionale.

Di fronte a tutto questo, l’ordinamento statunitense appare spuntato. Lo STOCK Act, concepito per punire l’insider trading istituzionale, prevede sanzioni irrisorie: l’amministrazione ha pagato di recente multe di soli 200 dollari per aver ritardato le comunicazioni alla vigilanza. E nonostante il passaggio alla Camera a luglio del “Stop Insider Trading Act” (H.R. 7008) per fermare le speculazioni dei legislatori, la legge esenta esplicitamente la figura del Presidente.

“I cittadini meritano di sapere che il Presidente non sta usando il suo ufficio per arricchire il suo portafoglio azionario”, ha intimato la senatrice democratica Elizabeth Warren, esigendo un’indagine approfondita. Ma per il momento, la linea di confine tra i compiti dello Studio Ovale e gli affari di Wall Street sembra essersi definitivamente dissolta.

Condividi questo articolo sui tuoi social

Di più da Eleva