Nel mezzo di una guerra in rapida espansione in Medio Oriente, il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha concesso all’India una deroga temporanea di 30 giorni per l’acquisto di petrolio russo. Questa mossa rappresenta un’inversione di rotta strategica per Washington, resasi necessaria per scongiurare un catastrofico shock degli approvvigionamenti globali.
Lo shock energetico
La decisione arriva in un momento di estrema volatilità geopolitica. L’operazione militare congiunta di Stati Uniti e Israele, culminata il 28 febbraio con l’assassinio della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei, ha innescato la violenta reazione di Teheran e di fatto paralizzato la navigazione commerciale nello Stretto di Hormuz. Questa via d’acqua è un vero e proprio snodo cruciale, poiché vi transita storicamente circa il 20% di tutto il petrolio e del gas naturale liquefatto (GNL) a livello mondiale.
Il blocco ha scatenato il panico sui mercati internazionali: il prezzo del greggio di riferimento Brent ha sfiorato rapidamente gli 87 dollari al barile , mentre in Europa i prezzi del gas naturale sono aumentati vertiginosamente, spinti anche dalla chiusura precauzionale di alcuni impianti di esportazione del Qatar in seguito ad attacchi con droni iraniani.





