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Google: investimento record da 40 miliardi in Anthropic

Apr 25, 2026 | Aziende

La corsa all’intelligenza artificiale ha appena registrato un’operazione finanziaria di proporzioni storiche. Alphabet (la holding di Google) ha annunciato un colossale piano di investimenti fino a 40 miliardi di dollari nella startup Anthropic, segnando un punto di svolta irreversibile per il settore tecnologico globale. L’accordo prevede un’immediata iniezione di 10 miliardi di dollari in contanti, che porta la valutazione della società fondata da Dario Amodei a 350 miliardi di dollari, confermando le straordinarie metriche dell’ultimo round di finanziamenti. I restanti 30 miliardi saranno sbloccati progressivamente, vincolati al raggiungimento di specifici traguardi prestazionali (performance targets) da parte dei modelli Claude.

La guerra del silicio e dei Gigawatt

La vera posta in gioco in questo accordo trascende il capitale finanziario puro per investire le infrastrutture fisiche critiche. Come parte fondante dell’intesa, Google Cloud fornirà ad Anthropic ben 5 gigawatt di potenza di calcolo nei prossimi cinque anni, sfruttando le sue Tensor Processing Unit (TPU) di ultima generazione progettate con Broadcom. Questa mossa vincola strategicamente e materialmente lo sviluppo dell’intelligenza artificiale di frontiera ai data center di Mountain View.

Anthropic, tuttavia, non intende cedere la propria sovranità tecnologica a un singolo fornitore. Forte di una crescita esplosiva che ha visto i suoi ricavi annualizzati sfondare il tetto dei 30 miliardi di dollari , la startup persegue una scaltra strategia di bilanciamento: solo pochi giorni prima aveva formalizzato l’estensione della propria alleanza con Amazon, per un impegno totale che sfiora i 33 miliardi di dollari, finalizzato allo sfruttamento dei chip AWS Trainium.

La “SaaSpocalypse” affonda i mercati

Mentre le Big Tech si contendono ferocemente l’accesso ai chip, il mercato del software aziendale tradizionale trema fin dalle fondamenta. L’inizio del 2026 sarà ricordato a Wall Street per l’ondata di panico battezzata “SaaSpocalypse”. La causa scatenante è stato il rilascio di 11 plugin open source per la suite Claude Cowork, programmati per automatizzare interi e complessi flussi di lavoro aziendali.

Questo salto evolutivo, dall’IA conversazionale ad agenti pienamente operativi, ha bruciato circa 285 miliardi di dollari di capitalizzazione azionaria globale nel solo settore del software e dei servizi. Titoli di storici fornitori come Thomson Reuters sono precipitati di quasi il 16% in poche ore, mentre le azioni di LegalZoom hanno visto evaporare il 20% del proprio valore. Anthropic ha dimostrato che la nuova IA non funge più da mero assistente, ma può aggirare e rendere obsoleti costosi abbonamenti a software di nicchia.

Claude Mythos: L’allarme sicurezza

Oltre agli scossoni finanziari, lo sviluppo tecnologico sfrenato ha portato alla luce minacce sistemiche senza precedenti per la sicurezza informatica mondiale. Ad aprile è stata confermata l’esistenza di Claude Mythos (o Mythos 5), un mastodontico modello sperimentale che Anthropic ha etichettato come “troppo pericoloso” per essere rilasciato al pubblico. Nei rigorosi test del governo britannico (AISI), Mythos ha sbalordito gli ingegneri dimostrando l’abilità inedita di orchestrare autonomamente sofisticati cyber-attacchi in 32 fasi e individuare faglie “zero-day” latenti in sistemi operativi storicamente ritenuti inviolabili.

Per tentare di confinare la minaccia trasformandola in difesa, Anthropic ha inaugurato il “Project Glasswing”, garantendo accesso strettamente limitato al modello ad appena 40 super-organizzazioni, tra cui istituti bancari ed enti tecnologici d’eccellenza, affinché blindino preventivamente le proprie reti. Nonostante ciò, il cordone sanitario ha rapidamente ceduto: il 22 aprile, la società ha dovuto ammettere un’intrusione. Sfruttando le credenziali compromesse di un valutatore esterno di terze parti a seguito di una violazione dei dati (il caso Mercor), un gruppo non autorizzato è riuscito a ottenere pieno accesso a Mythos tramite server Discord esterni. L’episodio ha brutalmente rivelato l’intrinseca vulnerabilità umana posta a guardia dei sistemi più letali della Silicon Valley.

L’ombra dell’Antitrust sulle Big Tech

Questo nuovo oligopolio digitale non poteva sfuggire allo scrutinio delle massime autorità di regolamentazione. L’approccio globale, tuttavia, risulta nettamente diviso. Nel Regno Unito, la Competition and Markets Authority (CMA) ha di recente archiviato le proprie indagini, argomentando che la dipendenza frammentata di Anthropic da molteplici fornitori cloud (Amazon, Google e cluster indipendenti) è garanzia sufficiente di autonomia aziendale.

Al di là dell’Atlantico, le istituzioni di Washington sono passate all’offensiva. La Federal Trade Commission degli Stati Uniti, guidata da Lina Khan, ha sollevato un’allarme formale. Secondo la FTC, le colossali iniezioni di capitale a tranche e gli investimenti intrecciati fungono da cortina fumogena: esse rischiano di aggirare le rigide normative sulle acquisizioni, instaurando di fatto un monopolio degli input essenziali che soffoca l’innovazione, crea barriere all’uscita per i futuri sviluppatori e assicura alle Big Tech un insidioso accesso privilegiato alle tecnologie di frontiera delle startup.

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