Il 1° giugno 2026, Anthropic, la startup dietro il noto chatbot Claude, ha compiuto il passo decisivo verso Wall Street depositando in via confidenziale il modulo S-1 presso la SEC (Securities and Exchange Commission). Una mossa a sorpresa che spiazza la rivale OpenAI e segna l’inizio di un nuovo capitolo finanziario per l’industria dell’intelligenza artificiale.
Valutata ben 965 miliardi di dollari dopo aver chiuso un imponente round di finanziamento da 65 miliardi, Anthropic si appresta a superare OpenAI (attualmente stimata privatamente intorno agli 852 miliardi) non solo in termini di capitalizzazione, ma anche nel fondamentale tempismo dell’Offerta Pubblica Iniziale. L’azienda vanta una crescita esplosiva, con un tasso annuo di ricavi che nel maggio del 2026 ha toccato l’incredibile cifra di 47 miliardi di dollari, trainato dalla forte adozione di Claude da parte dei programmatori e del settore enterprise. A rassicurare ulteriormente i futuri investitori è l’inaspettata prospettiva di redditività: Anthropic ha comunicato di prevedere utili già nella prima metà del 2026, distinguendosi nettamente dalle perdite multimiliardarie che ancora affliggono i suoi principali concorrenti.

Scegliere la via del deposito “confidenziale” garantisce all’azienda di Dario Amodei un enorme vantaggio tattico. Questo meccanismo permette ad Anthropic di avviare il rigoroso iter di revisione dei conti pubblici con le autorità federali, mantenendo però gelosamente nascosti i propri delicati dettagli finanziari e strategici agli occhi dei concorrenti fino a poco prima del debutto sul mercato, previsto possibilmente per il prossimo autunno. Attualmente, il numero di azioni da offrire e il prezzo di lancio non sono ancora stati fissati.
Lo sbarco di Anthropic si inserisce in un 2026 che si prospetta a dir poco storico per Wall Street, con un afflusso di capitali che potrebbe superare tutte le quotazioni avvenute dal 2022 a oggi. I mercati azionari si preparano infatti ad accogliere quasi contemporaneamente giganti del calibro di SpaceX (valutata quasi 2.000 miliardi di dollari e in lista per un debutto record sul Nasdaq a metà giugno) e OpenAI. L’ingresso di Anthropic, le cui dimensioni la proietterebbero immediatamente ai vertici dell’indice S&P 500, ha già iniziato a innescare nervosismo e ricalibrazioni tra gli investitori, minacciando di drenare la liquidità destinata al settore del software tradizionale.

L’entusiasmo della borsa dovrà tuttavia fare i conti con un pesante fardello geopolitico. Anthropic arriva a questa IPO trascinandosi un aspro e irrisolto scontro legale con il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. In nome dei propri rigidi protocolli di sicurezza etica, l’azienda si è fermamente rifiutata di firmare un accordo per l’utilizzo incondizionato (“per tutti gli scopi legali”) della sua IA in contesti di sorveglianza interna o operazioni militari attive, dopo che Claude era stato impiegato dalle forze speciali durante un recente raid in Venezuela. Questa rigidità ha portato l’amministrazione a bollarla come “rischio per la catena di approvvigionamento”, congelando contratti milionari e dirottando i favori governativi verso concorrenti più accomodanti come xAI e OpenAI.
Nonostante l’ombra del Pentagono, Anthropic si presenta ai nastri di partenza dei mercati pubblici come il nuovo colosso da battere. Il suo debutto sarà il primo vero stress test per comprendere se la rivoluzione dell’intelligenza artificiale generativa è finalmente in grado di trasformare le monumentali valutazioni private in un successo finanziario strutturale e duraturo.






