flexile-white-logo
M
Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors
Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors
Ricevi le News della settimana
Direttamente nella tua email ogni sabato i titoli di tutti i nuovi articoli della settimana Eleva!

La macchina dell’export cinese è inarrestabile: a maggio vola a +19,4% con uno storico boom (+35%) verso gli Stati Uniti

Giu 9, 2026 | MacroEconomia

L’apparato manifatturiero di Pechino accelera oltre ogni aspettativa. Secondo i dati ufficiali pubblicati oggi, 9 giugno 2026, dall’Amministrazione generale delle dogane, le esportazioni cinesi nel mese di maggio sono balzate del 19,4% su base annua in termini di dollari. Il dato supera nettamente le stime di consenso degli analisti, che si aspettavano una crescita ferma al 15% , e consolida il trend positivo dopo il +14,1% registrato ad aprile. Anche le importazioni hanno battuto le attese salendo del 27,4% , spingendo il surplus commerciale mensile a quota 105,43 miliardi di dollari: si tratta del valore più elevato dall’inizio del 2026.

Il dato politicamente più rilevante riguarda il corridoio transatlantico. Le spedizioni dirette verso gli Stati Uniti sono decollate del 35,4% su base annua, segnando il ritmo di crescita più rapido dal 2021. Questa performance dimostra l’inefficacia strutturale dei dazi del “Liberation Day” introdotti dall’amministrazione Trump nell’aprile 2025, che avevano portato le aliquote sui beni cinesi fino al 125%. Secondo gli analisti, l’eccezionale rimbalzo riflette sia un “effetto base” statistico rispetto al crollo registrato nella primavera dello scorso anno , sia i benefici della tregua doganale siglata a Busan lo scorso ottobre.

A trainare la volata è la fame globale di hardware per l’intelligenza artificiale e la transizione energetica, che hanno ammortizzato l’impatto della guerra in corso in Iran e la conseguente crisi energetica nel Medio Oriente. Le vendite estere di semiconduttori sono più che raddoppiate (+110,9% in valore) , mentre quelle di computer e server AI sono volate del 66%. Nel comparto automobilistico, le esportazioni sono cresciute di quasi il 40% , con il colosso dei veicoli elettrici BYD capace di piazzare all’estero ben 160.600 veicoli (+80% su base annua).

A sostenere i flussi commerciali è stato anche il fenomeno del front-loading: molti importatori globali hanno anticipato i contratti per blindare le scorte contro i rischi logistici derivanti dal blocco totale dello Stretto di Hormuz e in vista della scadenza della tregua commerciale prevista per il prossimo 10 novembre.

Mentre i canali commerciali cinesi dimostrano una flessibilità straordinaria, l’Europa subisce gli effetti dell’instabilità globale. A maggio, l’export di arredo italiano negli USA ha registrato una contrazione del 6,6% a causa dell’incertezza regolatoria. Al contrario, nello stesso mese, le importazioni statunitensi di mobili dalla Cina sono cresciute del 28,3% , confermando come Pechino sia riuscita a neutralizzare le barriere tariffarie di Washington molto meglio dei suoi concorrenti europei.

Condividi questo articolo sui tuoi social

Di più da Eleva