flexile-white-logo
M
Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors
Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors
Ricevi le News della settimana
Direttamente nella tua email ogni sabato i titoli di tutti i nuovi articoli della settimana Eleva!

Nvidia: nuovo massimo storico in chiusura e capitalizzazione oltre i 5.000 miliardi di dollari

Apr 25, 2026 | Finanza

Ieri 24 aprile, al suono della campanella di chiusura, le azioni di Nvidia Corporation hanno segnato un nuovo record storico (in chiusura), attestandosi a 208,27 dollari per azione. Questo balzo giornaliero del 4,3% ha proiettato la capitalizzazione di mercato del colosso di Santa Clara oltre l’inconcepibile soglia psicologica dei 5.000 miliardi di dollari, toccando un picco intraday di 5,12 mila miliardi. Per comprendere l’entità di questa ascesa nel lungo periodo, basti pensare che un investitore che avesse scommesso appena 1.000 dollari sull’offerta pubblica iniziale (IPO) di Nvidia nel 1999, oggi si ritroverebbe con un capitale di oltre 5,5 milioni di dollari.

Paradossalmente, la spinta finale verso questo traguardo titanico non è arrivata da un annuncio proveniente dal quartier generale di Nvidia, ma dai risultati trimestrali di uno storico rivale: Intel. Il report sugli utili di quest’ultima ha polverizzato le aspettative, innescando un rialzo del 23,6% delle sue azioni (la migliore performance in una singola seduta dal 1987) e dimostrando inequivocabilmente che la domanda di server e infrastrutture per i data center legati all’Intelligenza Artificiale (IA) sta subendo un’ulteriore, fortissima accelerazione.

Questo segnale di forza ha innescato un vero e proprio rally “di simpatia” nell’intero comparto dei semiconduttori. Sostenuto da questa ondata tecnologica, il Nasdaq Composite ha chiuso in rialzo dell’1,6% siglando un nuovo record storico, distaccandosi dall’andamento più cauto dei settori industriali tradizionali, con il Dow Jones che ha invece registrato una lieve flessione di 79 punti (pari allo 0,2%).

Con questo nuovo balzo, Nvidia consolida con forza la sua posizione di azienda quotata con la più alta valutazione al mondo. Con un valore che oscilla intorno ai 5.060 miliardi di dollari, l’azienda guidata dal CEO Jensen Huang ha lasciato indietro di quasi 1.000 miliardi di dollari Alphabet (la holding di Google), ferma a circa 4.140 miliardi, e ad Apple, valutata poco meno di 4.030 miliardi. Solamente dalla fine del 2022, il valore del titolo Nvidia si è moltiplicato di oltre 14 volte: un tasso di compressione temporale della creazione di ricchezza che eclissa qualsiasi precedente storico dell’era di Internet.

Numeri d’acciaio e la rivoluzione “Vera Rubin”

L’inevitabile spettro della “bolla speculativa” viene per ora respinto dai fondamentali di bilancio. I numeri di Nvidia sono impressionanti. Nel quarto trimestre fiscale terminato a gennaio 2026, l’azienda ha registrato ricavi per 68,1 miliardi di dollari (un +73% su base annua), spinti quasi interamente dalle vendite destinate ai data center. Ancora più sbalorditivo è il margine lordo del 75%: un livello di redditività tipico del settore del software, che testimonia l’assoluto potere di mercato di un’azienda che, di fatto, vende hardware fisico.

Il mercato azionario guarda però al futuro e sta già prezzando l’imminente transizione verso la nuova piattaforma hardware Vera Rubin, prevista per la seconda metà del 2026. Progettata appositamente per l’era dell'”IA Agente”, ovvero sistemi in grado di ragionare, risolvere problemi a più fasi e orchestrare flussi di lavoro in totale autonomia, l’architettura Rubin promette di abbattere i costi operativi (inferenza) di ben 10 volte rispetto alla precedente generazione Blackwell.

Tuttavia, l’assemblaggio di questa titanica infrastruttura porta con sé vulnerabilità nascoste. Il vero limite fisico odierno non risiede più soltanto nella potenza di calcolo del processore, ma nella memoria necessaria ad alimentarlo. La piattaforma Rubin dipende in modo vitale dallo standard di memoria HBM4, prodotto in un settore altamente specializzato in cui l’azienda sudcoreana SK Hynix detiene un quasi-monopolio. SK Hynix ha recentemente riportato margini operativi stellari del 72%, dimostrando come gli equilibri della catena di approvvigionamento asiatica siano diventati il vero ago della bilancia per le ambizioni di Wall Street.

La profezia da 1.000 miliardi

A gettare ulteriore benzina sul fuoco dell’euforia degli investitori sono state le recenti e sbalorditive proiezioni dello stesso Jensen Huang. Durante la recente conferenza GTC, il fondatore di Nvidia ha dichiarato formalmente che l’azienda prevede una domanda accumulata di almeno 1.000 miliardi di dollari (mille miliardi, l’equivalente del termine inglese trillion) in chip per l’IA entro la fine del 2027. La grandezza di questa cifra, che raddoppia le stime fornite al mercato solo pochi mesi prima, certifica che la corsa agli armamenti digitali da parte dei colossi del cloud computing e degli enti governativi non sta rallentando.

Mentre Nvidia infrangeva il tetto dei 5.000 miliardi di dollari, l’economia tangibile affrontava enormi turbolenze scaturite dallo scoppio del conflitto aperto con l’Iran e dal perdurare del blocco navale in Medio Oriente, con l’ostruzione dello Stretto di Hormuz a minacciare le rotte del petrolio e a innescare timori inflazionistici.

Eppure, dopo un fisiologico e iniziale calo del 10%, i mercati azionari statunitensi hanno messo a segno un furioso rimbalzo a “V” in appena 11 sedute. Il capitale istituzionale ha ignorato le tensioni fisiche rifugiandosi nella resilienza dei profitti tecnologici. Questo ottimismo è stato favorito anche da spiragli sul fronte diplomatico: la notizia dell’invio di figure di spicco americane in Pakistan per negoziare un cessate il fuoco con i funzionari iraniani ha contribuito a stabilizzare l’emotività dei listini, lasciando campo libero agli acquisti.

Condividi questo articolo sui tuoi social

Di più da Eleva

La prima intervista di Warren Buffett.

Giugno 1962. In un raro filmato d'archivio della KMTV, un trentunenne Warren Buffett affronta il crollo del mercato azionario con una freddezza che diventerà leggendaria. Mentre Wall Street è nel panico per il "Kennedy...