Il 16 marzo 2026, il CEO di Nvidia Jensen Huang ha trasformato il palco del GTC di San Jose in una finestra sul futuro macroeconomico globale. La notizia che ha immediatamente scosso Wall Street è stata la clamorosa revisione al rialzo delle stime finanziarie: Huang prevede che gli ordini cumulativi per le infrastrutture Blackwell e l’inedita Vera Rubin raggiungeranno la soglia di 1.000 miliardi di dollari entro il 2027. Una cifra mastodontica trainata da una domanda di calcolo globale che, secondo il CEO, è aumentata di un milione di volte negli ultimi due anni per supportare l’addestramento e l’esecuzione dei modelli linguistici.
Vera Rubin e Groq: i nuovi motori dell’infrastruttura
Al centro di questa esplosione della domanda si posiziona la nuova piattaforma hardware Vera Rubin. Progettata per abbattere drasticamente i costi operativi, l’architettura è spinta dalla nuova CPU proprietaria basata su ARM, denominata “Vera”, e segna l’introduzione sul mercato delle memorie ultra-veloci HBM4. L’arsenale si arricchisce anche del processore Groq 3 LPU, un chip per l’inferenza ultra-veloce nato dalla recente acquisizione della startup Groq per 20 miliardi di dollari, pensato per azzerare la latenza nelle risposte delle intelligenze artificiali.
Il livello software: NemoClaw
Tuttavia, lo spazio di manovra delineato da Nvidia si è spostato sul livello software. In risposta alle vulnerabilità aziendali esposte dal popolarissimo ecosistema open-source OpenClaw, Nvidia ha lanciato “NemoClaw”. Si tratta di uno stack di livello enterprise che permette di orchestrare agenti IA autonomi all’interno di ambienti protetti, offrendo un controllo rigoroso sulla privacy dei dati aziendali e sulle policy di sicurezza.
L’alleanza ricalibrata con OpenAI
Il GTC 2026 ha anche fatto luce sui futuri assetti strategici tra le due aziende leader del settore. Accantonato il rischioso accordo infrastrutturale da 100 miliardi di dollari discusso nei mesi scorsi, Nvidia ha optato per una più tradizionale iniezione di capitale: un investimento azionario diretto da 30 miliardi di dollari all’interno dell’ultimo round che ha valutato OpenAI ben 730 miliardi. Il legame tecnologico rimane comunque fortissimo: OpenAI ha infatti già prenotato 5 GW di potenza di calcolo basata sui nascienti sistemi Vera Rubin per addestrare i suoi prossimi modelli.
L’Intelligenza Artificiale Fisica conquista le strade
Infine, l’evento ha sancito l’ingresso devastante di Nvidia nell’Intelligenza Artificiale Fisica. Oltre agli accordi siglati con colossi dell’automotive per la guida autonoma come BYD, Nissan e Hyundai, ha rubato la scena una partnership strategica con Uber. Entro il 2028, il servizio di ride-hailing lancerà flotte commerciali di robotaxi completamente a guida autonoma in 28 città del mondo, orchestrate dall’infrastruttura Drive AV di Nvidia.





