Il futuro di Hollywood ha preso una direzione precisa nella giornata di ieri. Con una mossa decisa, il Consiglio di Amministrazione di Warner Bros. Discovery (WBD) ha respinto all’unanimità l’offerta pubblica di acquisto ostile avanzata da Paramount Skydance, definendola “inadeguata” e finanziariamente pericolosa.
La decisione, arrivata dopo settimane di tensione, conferma la volontà ferrea del board di procedere con l’accordo di fusione già firmato con Netflix a inizio dicembre, valutato 82,7 miliardi di dollari.
Il rifiuto ai 108 miliardi di Paramount
Sulla carta, l’offerta di Paramount sembrava imbattibile: 30 dollari per azione interamente in contanti, per un valore complessivo di 108,4 miliardi di dollari, contro i circa 27,75 dollari (in contanti e azioni) messi sul piatto da Netflix. Perché rifiutare?
Nella lettera inviata ieri agli azionisti, il presidente di WBD, Samuel A. Di Piazza Jr., non ha usato mezzi termini. L’operazione proposta da Paramount è stata etichettata come un “Leveraged Buyout (LBO) storico”, un azzardo finanziario che avrebbe caricato la nuova società di oltre 50 miliardi di dollari di nuovo debito.
Non è bastata nemmeno la mossa a sorpresa del miliardario Larry Ellison (padre del CEO di Skydance, David Ellison), che aveva messo sul tavolo una garanzia personale di 40,4 miliardi di dollari per rassicurare il board. Per Warner Bros. i conti non tornano: l’azienda risultante sarebbe nata con un fardello di debito tale da metterne a rischio la stabilità operativa e il rating creditizio, definito potenzialmente “junk”.
Il muro dei costi di rottura
Un dettaglio cruciale emerso ieri è il “prezzo del tradimento”. Se WBD avesse accettato la corte di Paramount, avrebbe dovuto pagare immediatamente 4,7 miliardi di dollari di costi di rottura (break-up fees) e penalità finanziarie legate all’accordo già esistente con Netflix. Questa cifra avrebbe eroso quasi tutto il premio offerto da Paramount, rendendo il cambio di partner un gioco a somma zero per gli azionisti.

L’accordo con Netflix
Al contrario, l’accordo con Netflix è stato promosso come la scelta della stabilità. L’intesa prevede che il gigante dello streaming acquisisca gli studi cinematografici Warner Bros., la HBO e la piattaforma Max, lasciando le reti televisive tradizionali (come CNN e Eurosport) in una nuova società separata chiamata “Discovery Global”, che verrà quotata autonomamente.
Ted Sarandos e Greg Peters, co-CEO di Netflix, hanno immediatamente accolto con favore la decisione del board, ribadendo che la loro offerta è “pro-consumatore e pro-creatore”.
Cosa Succede Ora?
Mentre Wall Street assorbe la notizia (con il titolo WBD rimasto stabile attorno ai 28 dollari) la palla passa ora agli azionisti, che dovranno votare nei prossimi mesi, e soprattutto ai regolatori antitrust. Paramount ha tempo tecnicamente fino al 21 gennaio per tentare un ultimo, disperato rilancio o rivolgersi direttamente agli azionisti contro il parere del board, ma senza l’appoggio della dirigenza Warner, la strada appare ormai sbarrata.
Per ora, il messaggio da Burbank è chiaro: meglio essere il motore creativo della più grande piattaforma streaming del mondo che l’ancora di salvezza di un concorrente indebitato.





