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USA: l’inflazione rallenta, i consumatori frenano. La Fed pronta al taglio.

Nov 25, 2025 | MacroEconomia

NEW YORK, 25 Novembre 2025 — La nebbia statistica che avvolgeva l’economia americana si è finalmente diradata, rivelando un quadro che Wall Street aspettava con ansia: l’inflazione è sotto controllo, ma il motore dei consumi sta perdendo colpi. Una combinazione che rende quasi inevitabile un intervento della Federal Reserve il mese prossimo.

Ecco l’analisi dei dati chiave rilasciati oggi e cosa ci dicono sul futuro dei tassi d’interesse.

1. Prezzi alla Produzione (PPI): Il “falso allarme” dell’Energia

Il dato sull’inflazione alla produzione di settembre potrebbe sembrare preoccupante a prima vista, con un aumento generale dello 0,3%, spinto quasi interamente da un balzo dell’11,8% nei prezzi della benzina. Tuttavia, scavando sotto la superficie, emerge una realtà ben diversa e molto più rassicurante per la banca centrale. L’inflazione “Core” (esclusi alimentari ed energia) si è fermata a un modesto +0,1%, mentre i prezzi dei servizi — la componente più temuta dalla Fed per la sua vischiosità — sono rimasti invariati (0,0%). Questo segnala che le pressioni inflazionistiche strutturali si stanno esaurendo, offrendo alla Fed il semaforo verde per allentare la stretta monetaria.  

2. Vendite al Dettaglio: Il Consumatore è Stanco

Se i prezzi si raffreddano, è perché gli americani hanno smesso di inseguirli. Le vendite al dettaglio sono cresciute dello 0,2% a settembre, un dato inferiore alle attese e ingannevole se non aggiustato all’inflazione. Il dato più allarmante riguarda il cosiddetto “gruppo di controllo” (che esclude le voci volatili ed entra nel calcolo del PIL), che ha registrato una contrazione dello 0,1%. I consumatori stanno tagliando sul superfluo: le vendite di articoli sportivi e hobby sono crollate del 2,5%, mentre la spesa si concentra sui beni essenziali e sulle stazioni di servizio (+2,0%), costretti dai prezzi più alti del carburante.  

3. Fiducia dei Consumatori: Allarme Rosso

Il colpo di grazia all’ottimismo è arrivato dal Conference Board. L’indice di fiducia dei consumatori di novembre è scivolato a 88,7, ma è l’Indice delle Aspettative a preoccupare: crollando a 63,2, è sceso ben al di sotto della soglia di 80 che storicamente anticipa una recessione. Gli americani sono sempre più pessimisti sulle prospettive lavorative future, creando un circolo vizioso psicologico che potrebbe portare a un’ulteriore contrazione della spesa nei mesi cruciali dello shopping natalizio.  

4. Immobiliare: La Sorpresa del Midwest

In controtendenza, le vendite di case in corso (Pending Home Sales) sono balzate dell’1,9% a ottobre, battendo le previsioni. Tuttavia, non è una ripresa nazionale: il boom è guidato dal Midwest (+5,3%), dove le case rimangono accessibili, mentre il costoso Ovest ha visto un ulteriore calo dell’1,5%. È la prova che la domanda esiste, ma solo dove il prezzo è giusto.  

Il Verdetto dei Mercati: Dicembre è Decisivo

Di fronte a questi dati — inflazione benigna nei servizi e domanda in calo — i mercati non hanno dubbi. La probabilità di un taglio dei tassi di 25 punti base alla riunione del 10 dicembre è schizzata sopra l’80%. Con John Williams della Fed di New York che ha dichiarato che “la porta è aperta” a un aggiustamento, la banca centrale sembra pronta a intervenire non più per combattere l’inflazione, ma per evitare che il rallentamento economico si trasformi in qualcosa di peggio.

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