Quella che fino a pochi giorni fa sembrava solo una promessa elettorale sospesa nel limbo della burocrazia, sta per diventare una realtà dirompente. Secondo fonti autorevoli della CNBC e del Washington Post, il Presidente Donald Trump è pronto a firmare, forse già questo lunedì 15 dicembre, un ordine esecutivo storico che impone alle agenzie federali di riclassificare la marijuana, spostandola dalla restrittiva Tabella I alla più permissiva Tabella III del Controlled Substances Act.
Se confermata, la mossa rappresenterebbe il più grande cambiamento nella politica federale sulle droghe degli ultimi cinquant’anni, equiparando legalmente la cannabis a farmaci comuni come il Tylenol con codeina o gli steroidi anabolizzanti, e riconoscendone ufficialmente il valore medico.
Il “Venerdì Verde” di Wall Street
La reazione dei mercati finanziari non si è fatta attendere. Alla diffusione della notizia, venerdì 13 dicembre, il settore della cannabis ha vissuto una seduta euforica. Gli investitori hanno scommesso in massa sulla rimozione della Sezione 280E del codice fiscale, una norma che attualmente soffoca le aziende del settore impedendo loro di dedurre le spese operative. I titoli delle principali compagnie sono schizzati alle stelle: Tilray Brands ha chiuso con un balzo del 28%, Canopy Growth ha guadagnato il 20%, mentre l’ETF di settore Amplify Seymour ha registrato la sua migliore performance giornaliera di sempre, segnando un +51%.

Scontro di Fuoco nello Studio Ovale
Dietro l’ottimismo dei listini, tuttavia, si consuma una feroce battaglia politica. Le indiscrezioni rivelano che la decisione è maturata dopo un incontro teso tenutosi mercoledì scorso nello Studio Ovale. In quella sede, Trump avrebbe sfidato apertamente l’establishment repubblicano, permettendo ai sostenitori della cannabis di “ribattere” alle obiezioni dello Speaker della Camera Mike Johnson, un fermo oppositore della legalizzazione, collegato telefonicamente durante il vertice.
Ma l’opposizione non è solo esterna. All’interno dell’amministrazione, il Dr. Mehmet Oz, capo del CMS (Centers for Medicare & Medicaid Services), starebbe spingendo per una classificazione più severa in Tabella II (la stessa degli oppioidi potenti), una mossa che manterrebbe in vigore le penalizzazioni fiscali. Trump, tuttavia, sembra deciso a tirare dritto sulla Tabella III, sostenuto da una visione che unisce populismo e deregolamentazione economica.
Il Jolly per gli Anziani: Medicare e CBD
L’ordine esecutivo potrebbe contenere un’altra sorpresa rivoluzionaria: l’estensione della copertura Medicare per alcuni trattamenti a base di CBD. Questa iniziativa, fortemente voluta da Trump per accattivarsi l’elettorato anziano, mira a sostituire gli oppioidi con alternative naturali per la gestione del dolore, nonostante l’attuale scetticismo della FDA sulla sicurezza dei prodotti non farmaceutici a base di cannabidiolo.
Il Paradosso di Dicembre Ironia della sorte, l’ordine di lunedì arriverebbe poche settimane dopo che lo stesso Trump ha firmato una legge per bandire i prodotti derivati dalla canapa (come il Delta-8), colpendo duramente il mercato non regolamentato. Una strategia che, letta in controluce, appare chiara: eliminare la concorrenza “grigia” della canapa per favorire l’industria “ufficiale” della marijuana medica, ora pronta a incassare il dividendo della legittimazione federale.





