flexile-white-logo
M
Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors
Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors
Ricevi le News della settimana
Direttamente nella tua email ogni sabato i titoli di tutti i nuovi articoli della settimana Eleva!

Trump ordina l’attacco al Venezuela, i mercati puntano sull’oro mentre il petrolio “ignora” la crisi

Gen 3, 2026 | Geo/Politica

L’alba del 2026 ha portato con sé lo scenario che le cancellerie di tutto il mondo temevano: la guerra aperta in Sud America. Nelle prime ore di questa mattina, una serie di raid aerei mirati ha colpito il cuore del potere venezuelano, in un’escalation ordinata direttamente dal Presidente Donald Trump che minaccia di ridisegnare gli equilibri geopolitici ed economici dell’emisfero occidentale.   

L’ora X: 02:00 AM

Mentre Caracas dormiva, almeno sette potenti esplosioni hanno scosso la capitale. I target non sono stati casuali: le colonne di fumo si sono alzate da Fuerte Tiuna, la principale guarnigione militare e residenza di fatto di Nicolás Maduro, e dalla base aerea strategica de La Carlota.   

L’operazione, confermata ufficiosamente da fonti del Pentagono alla CBS, segue mesi di retorica infuocata in cui Washington ha classificato il governo venezuelano come un “narco-regime”. A conferma della gravità dell’evento, la FAA (Federal Aviation Administration) ha immediatamente interdetto lo spazio aereo venezuelano a tutti i vettori statunitensi, citando “attività militari in corso”.   

Diplomazia nel caos

La risposta di Nicolás Maduro non si è fatta attendere. Sopravvissuto all’attacco, ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale e ordinato la “mobilitazione totale” delle forze armate e delle milizie civili per respingere quella che ha definito “un’aggressione imperialista vile per rubare il nostro petrolio”.   

Il fronte diplomatico è rovente. Il Presidente colombiano Gustavo Petro, vicino di casa e leader di una nazione ora in prima linea, ha denunciato su X che “stanno bombardando Caracas con i missili” e ha chiesto una riunione d’urgenza del Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Dall’altra parte del mondo, Russia e Cina hanno condannato l’azione definendola “pirateria internazionale” e promettendo sostegno a Caracas, alzando lo spettro di una crisi globale tra superpotenze.   

Perché il petrolio non vola?

Sui mercati finanziari, la reazione è stata tanto violenta quanto paradossale. Chi si aspettava un barile a 100 dollari è rimasto spiazzato.

  • Il paradosso del greggio: Il petrolio WTI scambia debole attorno ai $57 e il Brent a $60. Perché? Il mercato è inondato di offerta. L’IEA prevede per il 2026 un surplus record di oltre 3,8 milioni di barili al giorno grazie alla produzione record di USA, Guyana e Brasile. In questo scenario di “oversupply”, il blocco del petrolio venezuelano è visto come una goccia nell’oceano che non intacca l’equilibrio globale.   
  • La corsa all’oro: La vera paura si vede nei beni rifugio. L’Oro ha stracciato ogni record superando i $4.340 l’oncia, mentre l’Argento è volato sopra i $73, spinti dagli investitori che cercano protezione non solo dall’inflazione, ma anche dalla guerra.   
  • Bitcoin come asset di guerra: Anche le criptovalute reagiscono. In Venezuela, il Bitcoin è diventato l’unica via di fuga finanziaria per una popolazione isolata, mentre a livello globale si consolida come “oro digitale” in tempi di crisi.   

Cosa succede adesso?

Il 3 gennaio 2026 segna un punto di non ritorno. Sebbene il mercato petrolifero sembri anestetizzato dall’abbondanza di offerta, gli analisti avvertono: un conflitto prolungato potrebbe colpire le raffinerie che dipendono dal greggio pesante venezuelano per produrre diesel, rischiando di innescare una nuova ondata inflattiva indiretta. Nel frattempo, gli occhi del mondo sono puntati sul Consiglio di Sicurezza dell’ONU, dove stasera si giocherà la partita per evitare che il fuoco di Caracas incendi l’intero Sud America.

Condividi questo articolo sui tuoi social

Di più da Eleva

Steve Jobs: non inseguire i soldi

In questa intervista Steve Jobs spiega che chi vuole aprire un’azienda non può farlo soltanto con lo scopo di lucrarci, in quanto il risultato finanziario dell’azienda è la conseguenza di un’idea rivoluzionaria e spesso sono...