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Trump interviene per evitare la paralisi governativa, ma lo Shutdown del weekend sembra inevitabile

Gen 30, 2026 | Geo/Politica

In una svolta abbastanza prevedibile a meno di 24 ore dalla scadenza dei finanziamenti federali, il Presidente Donald Trump ha gettato il suo peso politico dietro un accordo last-minute al Senato per tentare di salvare il governo da una paralisi prolungata. Tuttavia, a causa di una combinazione problematica tra calendario congressuale e tempistiche procedurali, gli Stati Uniti si dirigono quasi certamente verso una chiusura “tecnica” delle attività governative (shutdown) a partire dalla mezzanotte di venerdì.

L’accordo: il “sacrificio” del DHS

Nella serata di giovedì, la Casa Bianca e i leader del Senato hanno raggiunto un compromesso per sbloccare l’impasse legislativo: separare il finanziamento del Dipartimento della Sicurezza Interna (DHS) dal resto del pacchetto di spesa. Il piano prevede l’approvazione immediata dei fondi per l’intero anno fiscale per la maggior parte delle agenzie federali, inclusi il Pentagono e il Dipartimento dell’Istruzione, mentre il DHS, al centro di feroci polemiche, riceverà solo un’estensione temporanea (Continuing Resolution) di due settimane, mantenendo i livelli di spesa attuali.

“Repubblicani e Democratici al Congresso si sono uniti per finanziare la stragrande maggioranza del Governo… fornendo allo stesso tempo un’estensione al Dipartimento della Sicurezza Interna”, ha dichiarato Trump sul suo social network Truth Social, definendo lo shutdown “l’unica cosa che può rallentare il nostro Paese” e chiedendo un voto bipartisan.

Lo spettro di Minneapolis

La necessità di isolare il DHS nasce dalle tensioni esplosive seguite all’uccisione di Alex Pretti, un infermiere di 37 anni, per mano di agenti federali a Minneapolis sabato scorso. L’incidente, i cui video diffusi online sembrano contraddire la versione ufficiale di un’aggressione armata agli agenti, ha spinto i Democratici a porre un ultimatum: nessun fondo a lungo termine per l’ICE (l’agenzia per l’immigrazione) senza riforme immediate, tra cui l’obbligo di body-cam e il divieto per gli agenti di operare a volto coperto.

Giovedì, i Democratici del Senato, supportati da sette repubblicani dissidenti, hanno bloccato il pacchetto originale che non prevedeva tali misure, costringendo la leadership a tornare al tavolo dei negoziati.

Il “gap” del weekend

Nonostante l’accordo politico, la logistica gioca contro Washington. La Camera dei Rappresentanti è attualmente in pausa e non tornerà in sessione prima di lunedì 2 febbraio. Anche se il Senato approvasse la legge venerdì, la Camera non potrebbe votarla prima di lunedì sera, rendendo matematicamente impossibile evitare un vuoto legislativo alla scadenza della mezzanotte. Lo Speaker della Camera Mike Johnson ha ammesso che il Paese potrebbe trovarsi “inevitabilmente in una breve situazione di shutdown”, sebbene l’impatto pratico sui servizi pubblici nel fine settimana potrebbe essere limitato.

A complicare ulteriormente la corsa contro il tempo al Senato è il senatore Lindsey Graham (R-SC). Graham sta bloccando l’iter rapido della legge (che richiede l’unanimità per saltare i tempi tecnici) a causa di una disputa non correlata alla questione sicurezza: vuole abrogare una norma che permette ai senatori di fare causa al governo se i loro tabulati telefonici vengono acquisiti dalle indagini federali.

Il consenso è distante

Se il Senato riuscirà a superare l’ostacolo Graham e approvare la legge, la decisione finale si sposterà alla Camera lunedì. L’ala ultra-conservatrice del Freedom Caucus ha già definito l’accordo un “non-starter” (inaccettabile), avvertendo in una lettera a Trump che non voteranno alcun pacchetto che non includa il pieno finanziamento del DHS, vedendo l’estensione di due settimane come una capitolazione alle richieste democratiche.

Con le agenzie federali pronte a sospendere le attività non essenziali, Washington si prepara a un weekend di incertezza, sperando che la “chiusura tecnica” di 48 ore non si trasformi in una crisi politica prolungata (come lo shutdown di ottobre) all’inizio della prossima settimana.

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