flexile-white-logo
M
Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors
Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors
Ricevi le News della settimana
Direttamente nella tua email ogni sabato i titoli di tutti i nuovi articoli della settimana Eleva!

Titoli Difesa in rosso: perché il “rischio pace” è un’occasione d’oro (secondo gli analisti)

Dic 16, 2025 | Finanza

Se c’è una cosa che i mercati finanziari temono più della guerra, è l’incertezza della pace. La seduta odierna mostra un profondo rosso per il comparto Aerospace & Defense europeo, travolto da un’ondata di vendite innescata dai progressi diplomatici per la fine del conflitto in Ucraina. Ma mentre i piccoli investitori vendono spaventati, le grandi banche d’affari suggeriscono una strategia opposta: comprare.

Apertura 16 dicembre: i numeri

La giornata è stata brutale per i campioni del settore. Leonardo ha per ora lasciato sul terreno il 4,74%, una delle peggiori performance del FTSE MIB. Ancora più pesante il bilancio in Germania per Rheinmetall (-4,6%) e Hensoldt (-7%), le aziende più esposte alla produzione di carri armati e munizioni, considerate le “vincitrici” dell’economia di guerra. Anche i colossi diversificati come la britannica BAE Systems e la francese Thales non sono stati risparmiati, segnando perdite superiori al 2%.

Il catalizzatore: la “Pace di Trump”

A scatenare il sell-off non sono stati i bilanci aziendali (che rimangono solidi), ma le dichiarazioni giunte da Washington e Berlino. L’amministrazione Trump ha accelerato i negoziati, mettendo sul tavolo garanzie di sicurezza “simili all’Articolo 5 della NATO” per Kiev in cambio di un congelamento del conflitto. L’apertura del presidente Zelensky a discutere lo status neutrale, pur definendo “dolorose” le concessioni territoriali, è stata letta dagli algoritmi di trading come la fine della corsa al riarmo.

Perché gli analisti dicono “Buy”

In netto contrasto con il panico odierno, i report dei principali analisti usciti nelle ultime ore dipingono uno scenario molto diverso, definendo il calo un’opportunità di ingresso (“buy the dip”).

  1. Il paradosso di JP Morgan: Secondo la banca d’affari americana, una pace imposta o precaria verrebbe percepita come una vittoria de facto della Russia. Questo non porterebbe a un disarmo, ma costringerebbe l’Europa a spendere ancora di più e più in fretta per garantire la propria deterrenza convenzionale ai confini orientali. Per questo, JP Morgan mantiene il rating Overweight su Leonardo con un target price di 63 euro.
  2. L’audacia di Bernstein su Rheinmetall: Proprio mentre il titolo tedesco crollava, gli analisti di Bernstein hanno alzato il giudizio a “Outperform”. La loro tesi è pragmatica: anche se la guerra finisse domani, i magazzini NATO sono vuoti. Il ciclo di “restocking” (ricostituzione delle scorte) durerà almeno un decennio, rendendo il business di Rheinmetall immune alla diplomazia a breve termine.
  3. La fortezza Italia (Mediobanca ed Equita): Gli analisti italiani sottolineano che il calo di Leonardo è ingiustificato dai fondamentali. Mediobanca (rating Outperform, TP €62) ed Equita SIM (Buy, TP €55) ricordano che i driver di crescita dell’ex Finmeccanica sono domestici e strutturali. La recente joint venture con Rheinmetall per i nuovi carri armati dell’Esercito Italiano vale 23 miliardi di euro ed è coperta dal budget italiano, totalmente slegata dagli aiuti a Kiev.

Conclusione: volatilità vs realtà

La giornata ci insegna che il mercato sta reagendo emotivamente al titolo di giornale “Pace Vicina”, ignorando la realtà industriale della “Pace Armata”. Come ha ricordato prudentemente la Premier Giorgia Meloni, la strada per una pace giusta è ancora lunga. Nel frattempo, l’industria della difesa europea si sta trasformando da fornitore di emergenza a pilastro strutturale della sicurezza continentale. Per chi guarda ai fondamentali, i saldi di oggi potrebbero essere l’affare di domani.

Condividi questo articolo sui tuoi social

Di più da Eleva

Steve Jobs: non inseguire i soldi

In questa intervista Steve Jobs spiega che chi vuole aprire un’azienda non può farlo soltanto con lo scopo di lucrarci, in quanto il risultato finanziario dell’azienda è la conseguenza di un’idea rivoluzionaria e spesso sono...