Il 6 febbraio 2026 sarà ricordato come un giorno buio per Stellantis. Il titolo del colosso automobilistico è stato sospeso dalle negoziazioni a Piazza Affari dopo un crollo del -18,4%, trascinando nel panico gli investitori mentre la portata della difficoltà finanziaria del gruppo veniva svelata nella sua interezza. Il titolo è stato poi riaperto agli scambi ma è scivolato ulteriormente fino al -22,6%.
Il CEO Antonio Filosa, al timone da giugno 2025, ha scelto la via della trasparenza brutale: il gruppo ha annunciato una svalutazione mostruosa di 22,2 miliardi di euro (circa 26 miliardi di dollari) sui conti del secondo semestre 2025. Una pulizia di bilancio definita necessaria per correggere gli errori del passato, in particolare l’aver “sovrastimato il ritmo della transizione energetica”, allontanandosi dai reali bisogni dei consumatori.
Niente dividendo nel 2026
La notizia più amara per gli azionisti è la sospensione del dividendo per l’anno in corso. Con una perdita netta stimata per il secondo semestre tra i 19 e i 21 miliardi di euro, il Consiglio di Amministrazione ha scelto di blindare la cassa, autorizzando anche l’emissione di bond ibridi per 5 miliardi di euro per puntellare la liquidità.





