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SoftBank acquisisce DigitalBridge per 4 miliardi di dollari: una svolta strategica per l’infrastruttura dell’Intelligenza Artificiale

Dic 30, 2025 | Aziende

La corsa all’oro dell’Intelligenza Artificiale ha appena cambiato terreno di gioco: dal software al cemento. SoftBank Group Corp. ha annunciato oggi un accordo definitivo per l’acquisizione di DigitalBridge Group, Inc. (NYSE: DBRG) in una transazione interamente in contanti valutata circa 4 miliardi di dollari (Enterprise Value). DigitalBridge è uno dei maggiori gestori di infrastrutture digitali al mondo.

L’operazione, che prevede il pagamento di 16,00 dollari per azione, rappresenta un premio del 50% rispetto al prezzo medio del titolo DigitalBridge prima dell’emergere delle indiscrezioni di mercato all’inizio di dicembre. Con questa mossa, il conglomerato giapponese guidato da Masayoshi Son non si limita a comprare un gestore patrimoniale, ma si assicura il controllo fisico delle “fabbriche” necessarie per alimentare la prossima generazione di IA.

Oltre il software: la visione “ASI” di Masayoshi Son

Per anni, SoftBank è stata sinonimo di investimenti in startup software tramite il suo Vision Fund. L’acquisizione di DigitalBridge segna un cambio di paradigma radicale verso gli asset fisici (“hard assets”). Masayoshi Son ha inquadrato l’operazione all’interno della sua visione per l’Artificial Super Intelligence (ASI), un’IA che prevede sarà 10.000 volte più intelligente di quella umana.

“Per realizzare l’ASI, non bastano i chip e gli algoritmi,” ha dichiarato Son. “Abbiamo bisogno di un’infrastruttura scalabile: data center, connettività ed energia.” Acquisendo DigitalBridge, SoftBank entra in possesso del “corpo” necessario per ospitare il “cervello” dell’IA, integrandosi verticalmente con i suoi investimenti esistenti in Arm (chip) e le partnership con OpenAI.

I gioielli della corona: Vantage, Stargate e l’energia

Il vero valore dell’accordo risiede nel portafoglio di DigitalBridge, che gestisce 108 miliardi di dollari di asset. Tra questi spicca Vantage Data Centers, attualmente impegnata nella costruzione di campus hyperscale cruciali per il progetto “Stargate”, l’iniziativa da 500 miliardi di dollari promossa da OpenAI, Oracle e la stessa SoftBank.

Vantage sta sviluppando il progetto “Frontier” in Texas, un campus da 25 miliardi di dollari progettato per gestire 1,4 gigawatt (GW) di potenza, e una struttura analoga in Wisconsin. In un momento in cui l’accesso all’elettricità è diventato il principale collo di bottiglia per l’IA, SoftBank si è assicurata tramite DigitalBridge una pipeline di 21 GW di capacità energetica garantita, una risorsa che il CEO di DigitalBridge Marc Ganzi ha definito “la nuova valuta”.

I dettagli dell’accordo e il futuro

L’operazione prevede il delisting di DigitalBridge, che diventerà una società privata (take-private). Questo permetterà all’azienda di perseguire investimenti a lungo termine ad alta intensità di capitale senza la pressione dei risultati trimestrali di Wall Street. Marc Ganzi, considerato l’architetto dell’infrastruttura digitale moderna, rimarrà al timone dell’azienda come CEO.

La chiusura dell’accordo è prevista per la seconda metà del 2026, un orizzonte temporale lungo che riflette la complessità delle approvazioni normative necessarie, inclusa quella del CFIUS (Committee on Foreign Investment in the United States), data la natura critica degli asset energetici e digitali coinvolti.

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